Con il recente rilascio di iOS 18.2, la lista delle funzionalità di Apple Intelligence si è ampliata notevolmente, ma c’è un prezzo da pagare: servono infatti almeno 7 GB di spazio di archiviazione libero per poter sfruttare tutto. È un bel salto rispetto ai 4 GB richiesti solo pochi mesi fa, e sembra che il trend sia destinato a crescere con i futuri update.
Apple Intelligence occupa sempre più spazio di archiviazione
Le novità introdotte con iOS 18.2 (e i corrispettivi iPadOS e macOS) sono decisamente notevoli. Funzioni come Genmoji, che trasforma le emoji in una forma d’arte personalizzata, o ChatGPT in Siri, che rende l’assistente vocale quasi umano, spingono i limiti di ciò che possiamo fare con i nostri dispositivi.
E poi ci sono strumenti innovativi come Image Playground, per creare immagini generate dall’intelligenza artificiale, e Visual Intelligence, che permette di riconoscere oggetti e luoghi semplicemente puntando la fotocamera.
Queste funzionalità non sono solo gadget: trasformano il modo in cui lavoriamo, ci esprimiamo e interagiamo con la tecnologia. Ma c’è un “dietro le quinte” che molti utenti non vedono. Per far funzionare queste funzioni direttamente sul dispositivo, Apple deve installare modelli di AI sempre più complessi. E questi modelli occupano spazio, tanto spazio.
Infatti stando al sito specializzato 9to5mac, serviranno in futuro almeno 7 GB di spazio di archiviazione per avere l’AI sul proprio dispositivo. Addirittura, nel caso dei multi-device, dato che ogni dispositivo deve scaricare i suoi modelli di AI, questi 7 GB diventano 21 in totale.
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In futuro forse serviranno anche 10 GB
Con l’arrivo di iOS 18.4 ad aprile, sono previsti nuovi aggiornamenti per Siri, che potrebbero far salire la richiesta di spazio fino a 10 GB, stando sempre a 9to5mac. E non dimentichiamoci di iOS 19, che potrebbe portare altre innovazioni legate all’intelligenza artificiale, e quindi maggior richiesta di spazio di archiviazione.
A complicare tutto è anche il fatto che il colosso tech di Cupertino vuole a tutti i costi mantenere l’elaborazione dell’intelligenza artificiale sui dispositivi stessi, invece di affidarsi al cloud.
Questo garantisce una maggiore privacy per gli utenti, un tema che Apple ha sempre messo in primo piano. Ma l’effetto collaterale è che tutto deve essere scaricato e archiviato localmente, mettendo a dura prova la capacità dei dispositivi.