Inizia la seconda fase dell’innovativo progetto Jintan, ovvero la costruzione di un nuovo impianto di stoccaggio energetico ad aria compressa a Changzhou, in Cina. Una volta completato, questo impianto non sarà solo il più grande al mondo nel suo genere, ma rappresenterà anche un modello di innovazione tecnologica e sostenibilità energetica.
Jintan, il nuovo super impianto di stoccaggio energetico
Nato dalla collaborazione tra Huaneng International Power Jiangsu Energy Development Co. (sussidiaria del gruppo Huaneng) e la China National Salt Industry Group (CNSIG), il progetto Jintan (ufficialmente Jintan Salt Cavern CAES) adopera il meglio della tecnologia CAES (Compressed Air Energy Storage, stoccaggio di energia ad aria compressa) sia in termini di innovazione che di sostenibilità.
Per chi non lo sapesse, il sistema CAES prevede (come si evince dal titolo) che l’aria venga compressa e conservata in serbatoi sotterranei o esterni durante i periodi di bassa richiesta energetica (nel caso del progetto Jintan, i “serbatoi” saranno le miniere di sale abbandonate a Yingcheng, nella provincia di Hubei). Successivamente, l’aria compressa viene rilasciata nei momenti di alta domanda, passando attraverso un espansore che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.
Stando a pv magazine, grazie al suo volume totale di stoccaggio di 1,2 milioni di metri cubi, il sistema sarà in grado di accumulare fino a 2,8 GWh di energia per ciclo completo di carica, supportando fino a 330 cicli annuali di carica e scarica.
L’innovazione tecnologica della seconda fase
Come riporta sempre pv magazine, il progetto si articola in due fasi. La prima, già conclusa, ha visto l’implementazione di un’unità CAES da 60 MW, fornendo un’importante base per lo sviluppo dello step successivo.
La seconda fase prevede invece l’installazione di due unità CAES, ognuna con una capacità di 350 MW. Proprio queste nuove unità sono dotate di tecnologie innovative che vanno a migliorare l’efficienza energetica e riducono l’impatto ambientale.
Una delle principali innovazioni è l’adozione di un sistema privo di combustibili supplementari. Il calore generato durante la compressione dell’aria viene immagazzinato e riutilizzato, garantendo emissioni zero e un’efficienza di conversione energetica superiore al 60%. A ciò si aggiunge anche il sistema di avvio “one-click start”, che riduce i tempi operativi e semplifica le procedure per il personale.
Inoltre, grazie al supporto della Tsinghua University, sono state sviluppate nuove attrezzature cruciali per il funzionamento del sistema CAES. Ovvero nuovi compressori centrifughi ad alta capacità, scambiatori di calore ad alte prestazioni e turbine ad aria di grandi dimensioni.
Il progetto Jintan non è solo una pietra miliare per la Cina, ma anche un modello di riferimento per il settore energetico globale. Con la possibilità di implementare sistemi CAES in altre nazioni con caratteristiche geologiche simili, questa tecnologia potrebbe svolgere un ruolo chiave nella transizione verso un futuro energetico più sostenibile.