Per gli utenti affezionati al chatbot di Google (in particolare al nuovo modello Gemini 2.0) sta per arrivare una nuova funzione che permetterà di filtrare i contenuti generati dall’AI in base a specifiche categorie.
Google Gemini, nuova funzione per filtrare i contenuti “a rischio”
Stando a quanto riportato dal sito specializzato Android Authority, nella versione beta 15.51.24 dell’app Android di Gemini è stata individuata una nuova impostazione, denominata “content filter”. Questa funzione, ancora in fase sperimentale, consentirebbe agli utenti di filtrare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, adattando l’output alle proprie preferenze o limitazioni personali.
Per certi versi, questa funzionalità risulterebbe la versione semplificata di quanto già lanciato da Google per gli sviluppatori. Attualmente, Google fornisce già una serie di impostazioni di sicurezza avanzate per Gemini per controllare categorie di rischio come hate spech, le molestie o contenuti esplicitamente sessuali. Introducendo questa funzione, Google mira a offrire agli utenti una versione semplificata e accessibile di queste impostazioni direttamente nell’app o nel web.
Precisa il sito di informazione, attualmente la funzione non è ancora attiva e, selezionandola, si viene reindirizzati a una pagina web di Gemini non ancora operativa.
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Google Gemini 2.0 e la ricerca sulla sicurezza dei contenuti
Con il rilascio di Gemini 2.0, Google ribadisce il suo impegno nel creare modelli di intelligenza artificiale che siano non solo potenti e fortemente innovativi (si pensi ai chatbot sperimentali Flash 2.0 e “Thinking“), ma anche sicuri.
L’introduzione di filtri personalizzati potrebbe infatti segnare un importante passo avanti per garantire che le risposte generate rispettino le aspettative e i valori degli utenti, soprattutto a livello etico.
Resta da vedere se Google sceglierà di mantenere i filtri su una scala ampia e generica, come già accade per gli sviluppatori, o se opterà per restrizioni ancora più rigide.