Un robot capace di suonare la batteria, ascoltare e apprendere autonomamente. Sembra fantascienza, ma in realtà è solo ZRob, un robot sviluppato all’Università di Oslo che non solo tiene una bacchetta e colpisce un tamburo, ma grazie al suo braccio flessibile e a un’intelligenza artificiale avanzata può persino creare ritmi unici, impossibili per gli esseri umani.
ZRob, il primo robot batterista a intelligenza artificiale
Qualche musicista o batterista potrebbe storcere il naso all’idea che ZRob possa diventare un loro “pari”. Ma è difficile dire l’opposto, visto che parliamo di un robot che è in grado non solo di eseguire azioni con una singola bacchetta, ma anche di creare composizioni complesse con altri robot. Tutto questo è reso possibile grazie alla sua speciale presa flessibile, che imita il polso umano, e al suo sistema di intelligenza artificiale, che gli permette di apprendere e ottimizzare i movimenti.
Oltre a ciò, un’altra capacità di ZRob è il fatto di essere in grado di adattarsi al contesto: grazie a due molle che gli conferiscono flessibilità al polso e all’AI che lo guida, ZRob può colpire la pelle del tamburo anche quando è in movimento. Come spiega a Techxplore il dottorando Mojtaba Karbasi, progettista di ZRob:
“Se un robot sta cercando di suonare un doppio colpo, vuole trovare i parametri di azione giusti per eseguirlo. Se si cambiano le molle, anche il comportamento cambia. Il corpo robotico contribuisce quindi a plasmare il comportamento”.
E se più robot suonano contemporaneamente, racconta il dottorando, sarebbe possibile sentire dei ritmi che gli esseri umani non possono suonare.
“Diverse caratteristiche fisiche modellano completamente l’output. È come un pezzo per pianoforte suonato da quaranta dita: imprevedibile, ed è difficile per gli umani immaginare come sia stato prodotto”.
Nuove prospettive per la musica e la robotica
Presentato in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Robotics and AI, ZRob non solo apre nuove possibilità per la creazione musicale, ma potrebbe anche ispirare musicisti e risolvere problemi pratici.
“Se riusciamo a creare robot batteristi complessi che percepiscono e adattano il loro comportamento di conseguenza siamo più vicini a creare robot che possono eseguire altri tipi di azioni, come sollevare un bicchiere d’acqua o tagliare un cetriolo senza problemi”.
Oltre a supportare gli artisti, ZRob potrebbe essere utile per musicisti con disabilità o come accompagnamento in performance live. Secondo Alexander Refsum Jensenius, professore al RITMO e supervisore di Karbasi:
“Se riusciamo a creare robot a tamburo complessi che rilevano e adattano il loro comportamento di conseguenza, siamo più vicini alla creazione di robot in grado di eseguire altri tipi di azioni, come sollevare un bicchiere d’acqua o tagliare un cetriolo senza problemi”.