Il 98% delle imprese abbraccia l’AI

L’applicazione dell’AI continua a crescere nella cultura aziendale, ma le infrastrutture e la cultura dei dati frenano il futuro

Redazione
agent ai

Quali sono le sfide e le barriere esistenti per l’adozione dell’AI nelle aziende globali e nelle applicazioni attuali? A rispondere è l’indagine svolta da Cloudera “The State of Enterprise AI and Modern Data Architecture“.

Imprese e AI, tra progressi e ostacoli

Se è vero che quasi la totalità degli intervistati (98%) abbraccia l’AI, le infrastrutture e la cultura dei dati sono ancora molto indietro. Ma andiamo con ordine e vediamo la situazione attuale dell’impiego dell’AI nel mondo del lavoro.

Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI

Grande adozione dell’AI tra le imprese

Attualmente in Italia l’adozione della tecnologia AI è arrivata all’88% nel mondo IT, al 51% nel marketing e al 43% nel servizio clienti. Per quanto riguarda i principali usi vi sono:

  • l’automazione dell’assistenza clienti (57%),
  • le raccomandazioni personalizzate (54%),
  • i chatbot (53%).

Tutto questo sta portando a evidenti benefici tra cui:

  • un miglioramento del processo decisionale (citato dal 57% degli intervistati),
  • una maggiore efficienza operativa (56%),
  • una migliore esperienza dei clienti (50%).

Ostacoli significativi per l’adozione dell’AI

Tuttavia, l’entusiasmo delle imprese verso l’AI è mitigato da ostacoli significativi nell’infrastruttura e nella cultura dei dati. Solo il 19% delle aziende italiane, infatti, ha adottato architetture di data lakehouse, nonostante i potenziali vantaggi come il miglioramento dell’efficienza operativa (citato dal 25% di coloro che utilizzano i data lakehouse) e l’accesso ai dati non strutturati (21%).

Questo basso tasso di adozione è preoccupante, se si considera che il 50% delle aziende cita la mancanza di un’adeguata infrastruttura di dati come ostacolo principale a un’ulteriore adozione dell’AI.

Inoltre, il 53% è preoccupato per la sicurezza e l’affidabilità dei dati, il 45% per i crescenti costi di gestione dei dati e il 44% per i problemi di conformità e governance.

Una diffusa mancanza di fiducia

Non manca poi una non totale fiducia nei dati. Il 97% delle organizzazioni, infatti, esprime un certo livello di fiducia nei propri dati ma solo il 22% ha dichiarato che si fida molto dei dati utilizzati per prendere decisioni.

Questa mancanza di fiducia deriva da problemi legati a:

  • una scarsa governance dei dati (citata dal 45% degli intervistati),
  • silos di dati (nel 35% dei casi),
  • la complessità della gestione dei dati tra le varie piattaforme (39%).

Ad amplificare ulteriormente queste preoccupazioni sono i problemi legati a:

  • la ridondanza dei dati (36%),
  • il sovraccarico dei dati (36%),
  • l’incapacità di governare efficacemente i dati tra le varie piattaforme (39%).

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.