AI e Pubblica Amministrazione: a che punto siamo?

Uno studio realizzato da Salesforce Italia, in collaborazione con TEHA Group, ha indagato su come la PA sta integrando l’AI nelle sue attività

Redazione
app, amazon q, intelligenza artificiale, haiper, GenAI, AI, dream machine, agent ai, AI

Che l’AI sia ormai parte delle vite private e lavorative di tutti non è certo una novità. Ma a distanza ormai di anni dall’ingresso di questa tecnologia, una domanda sorge spontanea: come sta impattando in alcuni settori? Per quanto riguarda (ad esempio) il mondo della Pubblica Amministrazione, a rispondere a questa domanda c’ha pensato Salesforce Italia, con un apposito studio in collaborazione con TEHA Group.

AI e Pubblica Amministrazione: lo studio di Salesforce

“L’Intelligenza Artificiale offre una straordinaria opportunità per ripensare la Pubblica Amministrazione italiana, rendendola non solo più efficiente, ma anche più vicina alle esigenze dei cittadini”.

Così afferma Paolo Bonanni (Regional Vice President e Public Sector Leader per Salesforce Italia) in merito all’importanza dell’AI nella Pubblica Amministrazione. Un’importanza a cui al momento la stessa PA non sta dando molto peso.

Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI

L’importanza della leadership nella PA

Uno degli aspetti chiave emersi dallo studio è l’importanza di una leadership politica forte e visionaria nell’adozione delle tecnologie AI. 

In Italia, solo il 44% delle amministrazioni pubbliche ha identificato casi d’uso concreti dell’AI. Mentre il 30% non ha ancora esplorato appieno le opportunità offerte da queste tecnologie.

Al contrario, in Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito, la presenza di una chiara strategia nazionale ha accelerato l’adozione dell’AI nelle strutture pubbliche. La ricerca sottolinea dunque l’importanza di monitorare le soluzioni tecnologiche di AI implementate, e di aggiornare la strategia nazionale orientando i nuovi obiettivi e le misure con gli sviluppi tecnologici più recenti.

Sarà inoltre fondamentale adeguare la normativa e le regolamentazioni dell’AI sulla base dei risultati ottenuti dalle sperimentazioni e dalle best practice internazionali.

Il divario di competenze digitali nella PA

Un altro punto critico riguarda il divario nelle competenze digitali all’interno della PA. 

Attualmente, solo il 7,4% del personale pubblico ha una conoscenza di base dell’AI e il 46,2% delle amministrazioni è carente di competenze avanzate in ambito ICT. 

La ricerca evidenzia quindi la necessità di sviluppare programmi di formazione continua in collaborazione con il settore privato, per fornire al personale pubblico le competenze necessarie per gestire e implementare soluzioni AI.

Il patrimonio formativo della PA per l’AI

L’indagine sottolinea anche che il patrimonio informativo detenuto dalle amministrazioni pubbliche italiane rappresenta una risorsa strategica.

Solo il 23,1% delle amministrazioni sfrutta appieno i propri dati per migliorare l’efficienza operativa.

Lo studio suggerisce anche di favorire la creazione del catalogo nazionale dei dati pubblici a disposizione della PA per costruire nuovi servizi digitali, valutando anche le opportunità di condivisione con altri soggetti.

Essendo i dati l’elemento fondamentale alla base di qualsiasi soluzione di AI, sarà fondamentale favorire e garantire l’interoperabilità tra le amministrazioni e la sicurezza delle informazioni. La valorizzazione del patrimonio informativo consentirebbe di creare servizi più efficaci e personalizzati per i cittadini, ottimizzando allo stesso tempo i processi interni della PA.

Condivisione delle esperienze nella PA

Infine, un fattore chiave per il successo dell’AI nella PA italiana è la condivisione delle esperienze e delle best practice tra le amministrazioni. 

Solo il 25,9% delle amministrazioni ha avviato programmi di formazione specifici sull’AI, e la frammentazione degli sforzi limita l’efficacia delle iniziative.

Lo studio propone la creazione di un Osservatorio Nazionale sull’AI nella PA, incaricato di raccogliere, analizzare e diffondere i casi di successo, nonché di facilitare il confronto tra le diverse amministrazioni a livello nazionale e internazionale. Questa rete di conoscenza condivisa aiuterebbe a massimizzare l’impatto positivo delle tecnologie AI e a creare modelli replicabili.

Sottolinea sempre Paolo Bonanni:

“Grazie a questa ricerca, vogliamo fornire alle istituzioni italiane una guida concreta per accelerare la trasformazione digitale. La collaborazione tra pubblico e privato, unita a una chiara visione strategica, è essenziale per realizzare un cambiamento che impatti positivamente la vita di milioni di cittadini, migliorando la qualità dei servizi e rafforzando la fiducia nel sistema pubblico”.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.