Great Place to Work® Italia quest’anno ha realizzato, per la prima volta, la classifica dedicata solo alla Gen Z ed è interessante notare che tra le aziende premiate, il 40% opera nel settore IT.
Le aziende IT piacciono alla Gen Z
L’indagine Best Workplaces for Genz 2024 risulta di particolare interesse in quanto guadagnarsi la fiducia e la lealtà della Gen Z abituata a spostarsi molto spesso da un’azienda all’altra non è certo cosa semplice. I giovani nelle aziende cercano soprattutto work life balance, sicurezza psicologica e flessibilità per gestire le necessità personali.
Ma ci sono ben 20 realtà aziendali che sono riusciti a conquistare questa generazione compresa tra il 1998 e il 2012. L’indagine, nello specifico, ha coinvolto .407 collaboratori di 99 organizzazioni, suddivise in base al numero di dipendenti. Di queste oltre il 40% appartiene al settore IT mentre il 25% ovvero una su quattro opera nel settore dei servizi professionali. Tra le altre aree figurano: agricoltura, servizi finanziari e assicurazioni, alberghiero, manifattura e produzione, media e retail.
Da un punto di vista geografico, poi, risulta che il 65% delle organizzazioni ha il suo HQ in Italia mentre a livello regionale il 60% si trova in Lombardia, seguita dal 10% di Puglia, Veneto e Lazio mentre Piemonte ed Emilia Romagna chiudono la classifica col 5%.
Ma quali sono quindi queste realtà? Al primo posto si colloca l’azienda di Bari che opera nel mondo dei software Apuliasoft. Appena dietro di lei c’è Quantyca, l’imprese brianzola che fa consulenza IT. Infine, medaglia di bronzo per la milanese Accuracy che opera nel mondo della consulenza gestionale.
“Siamo molto orgogliosi di aver dato voce, con questa prima edizione del ranking, alla generazione più giovane attiva all’interno degli ambienti di lavoro. La Generazione Z si dimostra più entusiasta circa gli aspetti legati al management con una visione positiva sul passaggio d’informazioni e aspettative, sintomo della percezione di un’ottima comunicazione, che passa sia dai responsabili sia dalla direzione aziendale. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti quali licenziamenti e retribuzione su cui risultano più insoddisfatti, soprattutto rispetto alle generazioni più mature (Baby Boomer, Gen X e Millennial). È interessante notare, invece, come per le organizzazioni sia più difficile agganciare la Generazione Z sul “purpose”, il versante più emotivo che determina la motivazione personale e l’orgoglio per il lavoro. Se per le generazioni precedenti l’origine nella scelta di un nuovo impiego era principalmente determinata dall’immagine del brand e dalla sua potenza a livello commerciale, per i giovani non basta: responsabilità sociale, ESG, parità di trattamento e immedesimazione nei valori aziendali sono i nuovi fattori chiave. Spetta ora alle aziende – conclude Bedusa – riadattarsi nella direzione di un mercato in cui appaiono coloro che per la prima volta si mostrano più sensibili agli aspetti valoriali ed emotivi”, ha commentato Beniamino Bedusa, Presidente di Great Place to Work Italia.