Amalia, la startup per supportare famiglie e caregiver grazie all’AI

Come piattaforma a intelligenza artificiale, Amalia è a tutti gli effetti un valido supporto per le famiglie e per gli stessi caregiver. Ecco come

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Una startup innovativa, la cui tecnologia agevola le famiglie nella ricerca del caregiver più idoneo per esperienza, competenze, tratti caratteriali e personali dell’anziano da assistere. Questa è Amalia, la piattaforma a intelligenza artificiale che fornisce supporto contrattuale e assistenza alle famiglie. E anche i caregiver, puntando a contrastare il burnout.

Vediamo nel dettaglio come funziona il servizio AI di Amalia.

Amalia, la piattaforma AI per supportare le famiglie nella ricerca di caregiver

Davanti alla sempre più richiesta di caregiver per accudire i soggetti anziani e più fragili, anche davanti a un dato demografico destinato a crescere, molte famiglie hanno riscontrato un notevole problema per la ricerca di un caregiver qualificato. Ma proprio per supportare le famiglie nella ricerca del caregiver più idoneo per esperienza, competenze, tratti caratteriali e personali dell’anziano da assistere nasce Amalia.

Fondata nel 2020 da Sonia Paonessa ed Eliana Pérez, si tratta di una piattaforma che tramite AI e algoritmi, trova il caregiver giusto per ogni anziano. La startup inoltre, mira a fornire un ausilio concreto ai caregiver puntando a contrastare il burnout e la “sindrome Italia”.

Quest’ultimo è un termine medico usato per indicare l’insieme di malattie invalidanti che colpisce le donne dell’Est che condividono una storia precisa: gli anni vissuti come migranti in Italia, lavorando come colf e assistenti familiari, lontane dalle loro famiglie e dai loro figli. 

Come spiegano le due co-founder:

“Attraverso i nostri vissuti personali e professionali, ci siamo rese conto che vi era un gap nei servizi di assistenza alle persone fragili, principalmente nella ricerca e selezione del giusto caregiver. Per questo, abbiamo pensato di lasciare i nostri lavori precedenti e creare il nostro progetto, puntando principalmente a cambiare il metodo di selezione, facendo in modo che ogni famiglia possa trovare il caregiver ideale per la situazione specifica: un assistente in grado di inserirsi nella vita dell’anziano e di costruire un rapporto duraturo con la famiglia”.

Come funziona la piattaforma Amalia

Nel facilitare l’incontro e la gestione di caregiver professionali per l’assistenza agli anziani, la piattaforma AI fa affidamento a un innovativo processo di selezione in grado di soddisfare le esigenze sempre più complesse delle famiglie.

Si parte dallo studio approfondito della situazione della persona da assistere poi si individuano tutte le caratteristiche che deve avere il caregiver ideale.

Infine attraverso algoritmi e domande adattive, la startup è in grado di individuare il match perfetto, quindi l’assistente familiare con il giusto mix di esperienza, competenza, disponibilità e tratti caratteriali. 

Sulla piattaforma sono 19 le regioni italiane coperte. La startup ha finora gestito 635 famiglie totali, ha ricevuto oltre 57.950 candidature di caregiver ed ha generato quasi 3,5 milioni di euro di stipendi per i lavoratori.

Tra i nostri obiettivi vi è quello di consolidarsi nel mercato italiano, implementare la tecnologia, supportare almeno 700 famiglie nella ricerca del caregiver adatto alle esigenze del proprio anziano e aprire due sedi, nello specifico a Milano e Torino”. 

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