La corsa all’intelligenza artificiale non è solo nell’elaborazione software, ma anche hardware, come i chip AI. Questo crescente interesse non riguarda solo le aziende specializzate, come NVIDIA: anche Huawei vuole puntare sempre di più a questo settore.
Non a caso, il colosso cinese sta dando priorità all’intelligenza artificiale, anche a costo di rallentare la produzione per i suoi telefoni premium Mate 60. Ecco perché.
Huawei punta di più ai chip AI, meno ai telefoni
Riporta l’agenzia Reuters, il colosso Huawei sta facendo affidamento a un impianto che produce sia i suoi chip Ascend AI che i chip Kirin. Secondo l’agenzia, alcune fonti hanno affermato che la produzione è stata ostacolata da un basso tasso di rendimento.
Ma ciò nonostante l’azienda continua, anche perché l’Ascend 910B è ampiamente considerato il chip AI non NVIDIA più competitivo disponibile in Cina. Riporta l’agenzia, Huawei ha dato quindi priorità alla produzione dei chip Ascend rispetto ai chip Kirin e rallentato la produzione degli smartphone Mate 60.
Per evitare il calo di rendimento, l’azienda sta anche lavorando per migliorare il suo tasso di rendimento. Huawei ha sempre mantenuto un profilo basso riguardo alle sue capacità e ambizioni nella produzione di chip, e ci sono poche informazioni pubbliche sui suoi progressi o su come sia riuscita a produrre chip avanzati.
Perché passare ai chip AI?
Il motivo di questo cambio di produzione? Difficile dirlo senza una comunicazione ufficiale. Va detto che nell’attuale corsa, potrebbe aver gravato la situazione di stallo tecnologico sino-americana, che ha lasciato Huawei al secondo posto per i suoi telefoni. E questo nonostante si segnalino dei numeri record nelle vendite di smartphone cinesi, per la prima volta in più di tre anni.
Tra le sanzioni statunitensi nel 2019, c’è anche l’interruzione all’accesso a strumenti avanzati per la produzione di chip “per motivi di sicurezza nazionale” e paralizzato il suo reparto smartphone. Che per Huawei non è così, anche se è indubbio l’impatto delle restrizioni statunitensi sulle vendite di chip di elaborazione AI in Cina, un mercato controllato al 90% dal colosso statunitense Nvidia.
Questa nuova dinamica ha portato a doversi affidare a soluzioni alternative nazionali. Infatti, riporta Reuters, il Governo locale ha lanciato un’iniziativa per migliorare la posizione del Dragone nella potenza di calcolo. Ciò ha spinto le autorità locali ad annunciare progetti di data center, rafforzando al contempo la domanda pubblica e privata in particolare per la serie Ascend di Huawei, riporta Reuters.
Così facendo, si potrebbe puntare addirittura a telefoni 5G con tecnologia nazionale, malgrado il gap tecnologico. Gli analisti citati dall’agenzia di stampa hanno affermato che Huawei potrebbe essere stata in grado di raggiungere questo obiettivo insieme al know-how del più grande produttore di chip a contratto della Cina, SMIC. Il tutto, ottimizzando le macchine per la litografia ultravioletta profonda.
Ma un tale processo è più laborioso, costoso e probabilmente meno produttivo rispetto alle più avanzate macchine a raggi ultravioletti estremi negli Stati Uniti. Nel frattempo i telefoni Mate 60 sono costantemente esauriti, con potenziali acquirenti, e così altri prodotti Huawei, come l’unità di calcolo MDC 810 dotata di Ascend, che alimenta sistemi avanzati di assistenza alla guida.