La capitale della Corea del Sud si appresta a vivere un futuro sempre più digitale. Nei giorni scorsi il Governo metropolitano di Seoul ha annunciato che la città riceverà una rete IoT pubblica entro il 2023. La piattaforma operativa, invece, dovrebbe essere presentata al municipio entro la fine del 2021.
Basata su LoRa, una tecnologia wireless sviluppata per consentire comunicazioni di trasmissione dati a bassa velocità su lunghe distanze, la rete pubblica di Seul avrà il compito di garantire ai cittadini servizi pubblici come parcheggio condiviso e lampioni smart attraverso l’utilizzo di appositi sensori IoT.
La rete dovrebbe estendersi per tutta la città coprendo un’ampia distanza di ben 431 chilometri. I dati relativi a traffico, sicurezza e ambiente saranno monitorati dal governo, raccolti e inviati ai 25 uffici distrettuali presenti sul territorio.
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Il progetto della rete IoT rientra nel ben più ampio piano di investimento del governo che ha stanziato oltre 80 milioni di dollari per dare vita a uno “Smart Seoul Network”. Annunciato nel 2019, il piano avrebbe dovuto svilupparsi in tre anni, ma al momento risultano ancora incompleti alcuni punti, su tutti quello del Wi-Fi pubblico e gratuito per tutti, che non copre tutto il territorio.
Seoul punta a un futuro sempre più smart: in arrivo un’infrastruttura pubblica IoT
L’obbiettivo è quello di aumentare entro il 2022 il numero di punti di accesso di oltre il 200%, cercando di risparmiare sui costi per i residenti. Su base annuale, infatti, il risparmio dei costi di comunicazione dovrebbe aggirarsi sui 3,25 miliardi di dollari.
La tecnologia chiave per aiutare a realizzare il pieno potenziale del progetto sarà senza dubbio il 5G. La Corea del Sud si è di recente affermata come leader dell’APAC nello sviluppo di questa tecnologia.
Oltre a Seoul, il Paese ha intrapreso diverse altre iniziative di Smart City, tra cui l’utilizzo di un sistema di identità decentralizzato basato su blockchain per la gestione dell’identità dei cittadini nella città di Busan. E ancora, il governo ha nominato delle zone speciali fortemente deregolamentate nel perseguimento di vari test tecnologici.