Urobo Biotech converte la bioplastica in combustibile e prodotti a valore aggiunto

Urobo Biotech, startup dell’UniPD, punta a convertire le bioplastiche con nuove soluzioni per il riciclo e la loro valorizzazione

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Nell’ambito della categoria “Energia, efficienza e rifiuti” alla COP28 di Dubai, questa startup è stata selezionata per partecipare all’evento mondiale Prototypes for Humanity 2023. Si chiama Urobo Biotech, e nasce dalla ricerca sviluppata tra l’Italia ed il Sudafrica.

Obiettivo di questa startup è di affrontare il problema globale delle bioplastiche, in particolar modo la gestione del fine vita di questi prodotti. E qualche soluzione sembra averla trovata.

Come Urobo Biotech converte le bioplastiche in nuova linfa

Urobo Biotech si propone come progetto particolarmente innovativo nell’affrontare la gestione end-of-life delle bioplastiche, Tra le nuove soluzioni per il riciclo e la valorizzazione delle bioplastiche, la startup sembra aver trovato un sistema davvero ingegnoso: dei processi enzimatici e microbici.

Come commenta Lorenzo Favaro, professore dell’Università di Padova:

“Al centro del progetto di Urobo Biotech c’è lo sviluppo di processi enzimatici e microbici per convertire i rifiuti bioplastici in prodotti e combustibili di alto valore aggiunto. Questa tecnologia consente la depolimerizzazione selettiva delle bioplastiche sia nei flussi di rifiuti plastici fossili ai fini del riciclo sia nell’ambito della gestione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU).”

Sempre Favaro precisa che queste soluzioni biotecnologiche “[…] possono infatti aumentare la produzione di energia rinnovabile dai rifiuti bioplastici, creando un valore aggiunto per gli impianti di gestione della FORSU”.

Una collaborazione internazionale, fino alla presentazione a Dubai

Nel progetto di Urobo Biotech ci sono anche i dottorandi Unipd Wessel Myburgh e Dominique Rocher, oltre al professor Favaro e Marinda Viljoen-Bloom, professoressa della Stellenbosch University.

Wessel Myburgh, dottorando di ricerca della Stellenbosch University, inizierà a breve un assegno di ricerca biennale al Dipartimento di Agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente (DAFNAE) dell’Università di Padova.

E questo nell’ambito del progetto “InnoDABio: soluzioni Innovative per ottimizzare la Digestione Anaerobica delle Bioplastiche contenute nella frazione organica dei rifiuti urbani”. Un progetto finanziato da Cariverona con il sostegno economico di BTS Biogas srl ed ETRA SpA.

Lavorerà a stretto contatto con Dominique Rocher, dottoranda di ricerca di Crop Science (DAFNAE) in co-tutela con la Stellenbosch University. La dottoranda è stata recentemente insignita della prestigiosa borsa di dottorato Arqus (Arqus Talent Scholarship Fund 2023).

La fortuna di questa soluzione è stata tale da garantire a Urobo l’accesso al Prototypes for Humanity, il più grande raduno al mondo di talenti ed innovazione. Il programma annuale, in corso a Dubai, ha messo in mostra i 100 progetti più innovativi provenienti da tutto il mondo (96 università e 47 Stati) che creano un impatto reale per l’ambiente e la società.

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