Bruno Cell, la startup trentina della carne sintetica

Bruno Cell vuole imporsi nel settore innovativo della carne sintetica, anche se in Italia non sarà un’impresa davvero facile

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Il business della carne sintetica è in continuo aumento, e anche in Italia molti imprenditori stanno puntando su questo settore. È il caso di Bruno Cell, una startup di Trento che si sta specializzando nella ricerca di soluzioni “cellulari”.

In particolare, la startup si è focalizzata sulla carne coltivata, ottenuta dalla moltiplicazione di cellule animali all’interno di bioreattori e successivamente commercializzata sotto forma di hamburger e altri prodotti simili.

Bruno Cell e la ricerca della carne sintetica

Bruno Cell, ispirata alle posizioni pro-vegetariane del filosofo Giordano Bruno, ha concentrato la sua ricerca scientifica e tecnologica nel settore degli alimenti “a base cellulare”, ovvero prodotti ottenuti in laboratorio da colture cellulari selezionate.

Nata nel 2019 collaborando con il Centro di Biologia Integrata dell’Università di Trento (UniTrento CIBIO), HIT – Hub Innovazione Trentino(Hit) e un investitore privato, Bruno Cell non mira alla produzione su larga scala, bensì allo sviluppo della carne colturale attraverso la scelta delle migliori linee cellulari e la condivisione delle proprietà intellettuali con altre aziende del settore, al fine di rendere questo nuovo alimento economicamente sostenibile nel tempo.

Per saperne di più: Sostenibilità e digitale: le nuove tecnologie in aiuto del Pianeta

Stefano Lattanzi, CEO della trentina Bruno Cell, ha spiegato all’Avvenire che il suo interesse per questo nuovo alimento risale al 2009, quando si è appassionato all’idea di poter consumare carne senza uccidere animali.

La carne coltivata presenta numerosi vantaggi rispetto a quella tradizionale, tra cui la riduzione delle emissioni di gas serra, del consumo di suolo e di acqua, nonché la garanzia di un prodotto privo di patogeni pericolosi per l’uomo e senza l’uso di antibiotici.

Lo scetticismo tutto italiano

Nonostante il settore della carne coltivata sia considerato molto promettente da grandi gruppi di investitori negli Stati Uniti, in Italia è guardato con scetticismo.

L’approvazione del disegno di legge da parte del governo italiano rischia di danneggiare l’immagine del Paese in termini di innovazione e di scoraggiare gli investitori, oltre a favorire la fuga all’estero dei ricercatori italiani.

La Bruno Cell ha recentemente partecipato a un bando dell’Agenzia Spaziale Europea per studiare l’utilizzo della carne colturale nello spazio, ottenendo così una maggiore visibilità.

Lattanzi sottolinea che diverse aziende svizzere del settore biotech hanno invitato la startup a lavorare in Svizzera nel caso diventasse difficile farlo in Italia. Tuttavia, per il momento la ricerca sulla carne coltivata non sembra essere in pericolo nel nostro Paese, ma se lo fosse, Bruno Cell sarebbe costretta a proseguire altrove.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.