Il Digital Markets Act, una delle nuove direttive UE, mira a regnare sul potere monopolistico delle grandi piattaforme online. E già comincia ad avere molti nemici attorno, in primis Apple.
Perché se iMessage rientrasse nelle regole DMA, Apple sarebbe costretta ad aprire iMessage a servizi di messaggistica di terze parti.
iMessage, nuove frizioni tra Apple e UE: l’app deve aprirsi al mondo
Come riportato nel Financial Times , Apple sostiene che iMessage non è abbastanza grande da poter essere classificato come servizio gatekeeper secondo le definizioni del regolamento DMA (Digital Markets Act) dell’UE.
Secondo il DMA, tutti i servizi di gatekeeper dovranno dare piena disponibilità ai servizi di terze parti, anche se concorrenti tra loro. Significa che non si potranno più disporre app personalizzate per i propri brand, se rientrano in certi requisiti.
Il primo elenco dei servizi di gatekeeper, che saranno obbligati a seguire queste nuove e severe normative DMA, sarà pubblicato questa settimana. Si prevede che l’App Store di Apple sarà incluso, probabilmente aprendo la strada ad app store alternativi e al caricamento laterale di app per iPhone di terze parti.
I requisiti per diventare gatekeeper
In conformità con la legislazione pubblicata, per essere classificato come “gatekeeper”, il servizio deve avere più di 45 milioni di utenti attivi mensili nell’UE. Più un fatturato nell’UE superiore a 7,5 miliardi di euro all’anno o una capitalizzazione di mercato superiore a 75 miliardi di euro.
Praticamente Apple ci rientra alla perfezione, e sembrerebbe anche iMessage. Parliamo di un’app preinstallata su ogni iPhone venduto ed è chiaramente una delle app più utilizzate sulla piattaforma. E dato che l’iPhone rappresenta oltre il 25% del mercato europeo degli smartphone, iMessage deve sicuramente avere milioni di utenti.
Comunque non è una scadenza così imminente. L’applicazione di tutte le varie norme del Digital Market Act entrerà in vigore nella primavera del 2024.