Big Data e IA, il 20% delle PMI le sta usando (e funzionano)

L’utilizzo dei Big Data e dell’IA potrebbe essere molto utile alle aziende, a meno che non si rischi l’automazione

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data da parte delle aziende è in costante aumento, soprattutto tra le PMI. Secondo un recente studio della LAPAM, una su cinque aziende sta già sfruttando queste tecnologie per migliorare la propria efficienza e produttività.

Tuttavia, l’adozione di queste nuove tecnologie comporta anche un rischio di automazione molto alto. Ciò potrebbe essere un pericolo per i lavoratori stessi.

LAPAM: 1 su 5 usa Big Data e intelligenza artificiale

Stando a quanto riportato dallo studio della LAPAM Confartigianato di Modena, l’intelligenza artificiale e i big data offrono numerose opportunità per le aziende. Grazie a queste tecnologie, è possibile analizzare grandi quantità di dati in modo rapido ed efficiente, ottenendo informazioni preziose per prendere decisioni strategiche. Inoltre, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per automatizzare processi complessi, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i costi.

Per saperne di più: Big Data: cosa sono e perché servono alle aziende di oggi

Lo stesso vice direttore LAPAM, Luca Puccini, è dell’idea che “l’analisi dei dati si sta rivelando fondamentale per assicurare una crescita aziendale ordinata e consapevole“. Va però detto che, nonostante il 20% delle aziende le sta usando, il trend positivo si scontra tuttavia con la carenza di infrastruttture digitali e con la difficoltà nel reperire le competenze necessarie da introdurre in azienda per gestire i nuovi processi.

I rischi per le aziende

Altro dilemma per Big Data e intelligenza artificiale è il rischio (concreto) dell’automazione, che comporta la sostituzione nel lungo periodo dei lavoratori umani con macchine. In certi settori, molte mansioni potrebbero essere automatizzate, mettendo a rischio numerosi posti di lavoro.

Nonostante ciò, è importante sottolineare che l’intelligenza artificiale e i big data non sono destinati a sostituire completamente i lavoratori umani. In grandi aziende come Microsoft l’IA sta addirittura aiutando i lavoratori. Piuttosto, queste tecnologie possono essere utilizzate per migliorare le competenze dei lavoratori, consentendo loro di concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto, come la creatività e l’innovazione.

Per affrontare il rischio di automazione, è fondamentale che le aziende investano nella formazione dei propri dipendenti. È necessario fornire loro le competenze necessarie per lavorare con successo con l’intelligenza artificiale e i big data. Inoltre, è importante promuovere una cultura aziendale che valorizzi l’apprendimento continuo e l’adattabilità.

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