Internet Court, l’AI giudica le controversie tra agenti autonomi

GenLayer utilizza giurie composte da diversi modelli AI e gestisce già circa 12.000 decisioni al giorno

Redazione
Schermata della internet court ai con giuria digitale di agenti

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Le controversie tra agenti AI potrebbero presto essere risolte senza ricorrere necessariamente a un arbitro umano. È questa l’idea alla base di Internet Court, un protocollo che utilizza una giuria composta da diversi modelli di intelligenza artificiale per esaminare le dispute e formulare un verdetto. Il progetto si appoggia a GenLayer, una rete decentralizzata che, secondo quanto riportato da Cointelegraph, sta già elaborando circa 12.000 decisioni al giorno nella sua fase beta. Un sistema pensato per rendere più rapida ed economica la risoluzione dei conflitti negli ecosistemi digitali, soprattutto in vista della diffusione degli agenti autonomi.

Cos’è la Internet Court: struttura e funzionamento

Il punto di partenza è uno scenario sempre più plausibile: agenti AI incaricati di acquistare prodotti, gestire investimenti in azioni e criptovalute oppure eseguire operazioni per conto degli utenti. Ma cosa succede quando un agente interpreta male un’istruzione e compie un’azione diversa da quella richiesta? Un esempio riportato nell’articolo riguarda un bot che, dopo aver ricevuto l’indicazione di acquistare 10.000 dollari di blue chip stocks, potrebbe comprare per errore patatine surgelate di una marca chiamata Bluebird.

Per controversie di questo genere, il ricorso ai tradizionali strumenti legali rischia di essere troppo costoso e lento. Internet Court propone quindi un’alternativa: un protocollo che permette a persone e agenti AI di stipulare contratti, mantenendo i fondi in deposito vincolato (escrow) fino alla verifica del rispetto delle condizioni concordate.

La risoluzione delle controversie è affidata a GenLayer, una rete aperta basata su un sistema di validatori con meccanismo delegated proof-of-stake, collegati a diversi modelli AI. Il progetto è in fase beta da circa un anno e la sua mainnet è attesa per il mese successivo alla pubblicazione dell’articolo.

Giuria di modelli AI: come avviene il giudizio

Il meccanismo decisionale rappresenta uno degli elementi più interessanti del progetto. Invece di affidarsi a un singolo modello, GenLayer seleziona casualmente una giuria iniziale composta da cinque validatori, ciascuno collegato a un modello AI differente. Tra le famiglie utilizzate figurano Claude, Gemini, ChatGPT e DeepSeek, insieme ad altri sistemi.

La scelta richiama il teorema della giuria di Nicolas de Condorcet, secondo il quale la probabilità di raggiungere una decisione corretta può aumentare quando cresce il numero di valutatori indipendenti. L’obiettivo è quindi ridurre l’influenza dei pregiudizi e delle eventuali debolezze di un singolo modello.

La prima decisione viene generalmente raggiunta in pochi minuti attraverso una votazione a maggioranza semplice. Le parti possono però contestare il risultato e chiedere un nuovo esame, coinvolgendo giurie progressivamente più ampie: prima 11 agenti, poi 23 e così via, fino al limite previsto dal sistema. Secondo Albert Castellana, cofondatore e CEO di GenLayer, la decisione definitiva arriva normalmente entro 30 minuti, anche se un’escalation completa può richiedere fino a tre ore.

Migliaia di sentenze al giorno: la portata di GenLayer

La rete non rappresenta soltanto un esperimento teorico. Attualmente GenLayer elabora circa 12.000 decisioni quotidiane, occupandosi di attività differenti. Tra queste figurano l’autenticazione delle fotografie caricate dagli utenti su Collective Memory, una piattaforma di mappatura della realtà, e la risoluzione delle controversie pubblicate su Argue.fun.

Quest’ultima permette agli utenti di scommettere sull’esito di discussioni risolte attraverso dibattiti tra agenti AI. Secondo Cointelegraph, i quattro utenti più remunerati hanno guadagnato oltre 2 milioni di dollari ciascuno. Le questioni affrontate riguardano soprattutto temi di governance di GenLayer, organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) e sicurezza dell’intelligenza artificiale.

Potenzialità e limiti della Internet Court per agenti AI

Il progetto presenta opportunità interessanti, ma anche limiti che non possono essere trascurati. Lo stesso Castellana riconosce che le capacità attuali dell’intelligenza artificiale non consentono di affidarle qualsiasi tipo di valutazione. Per esempio, la tecnologia non è ancora sufficientemente affidabile per stabilire se una fotografia sia un deepfake oppure per risolvere una controversia sui confini tra proprietà vicine basandosi esclusivamente sulle immagini.

Esistono inoltre rischi legati ai pregiudizi presenti nei dati di addestramento. Un altro problema è la cosiddetta Representational Convergence, descritta in uno studio del MIT: modelli sviluppati da aziende differenti potrebbero progressivamente convergere verso rappresentazioni simili della realtà. Se questo fenomeno si verificasse, anche una giuria composta da sistemi diversi potrebbe finire per sviluppare una forma di pensiero uniforme, riducendo i vantaggi della pluralità.

Impatti futuri per il settore dei contratti digitali

Una delle innovazioni più rilevanti di GenLayer riguarda gli intelligent contracts, una nuova forma di contratto digitale che supera i limiti dei tradizionali smart contract, introducendo la possibilità di effettuare valutazioni soggettive. Il sistema può infatti eseguire codice, interpretare il linguaggio naturale, consultare Internet e analizzare immagini.

Un esempio riguarda il pagamento di un freelance: un intelligent contract potrebbe valutare automaticamente la qualità del contenuto consegnato e autorizzare il trasferimento del denaro soltanto dopo aver verificato il rispetto delle condizioni. GenLayer viene già utilizzato in un servizio che remunera gli influencer per la produzione di contenuti online.

Nel prossimo futuro, questa tecnologia potrebbe trovare applicazione anche nei mercati predittivi. Castellana cita il caso di una controversia da 240 milioni di dollari su Polymarket, nata nel 2025 per stabilire se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrebbe indossato un abito prima di luglio. Dopo nove giorni di contestazioni, la decisione iniziale era stata ribaltata. Una giuria di agenti AI potrebbe ridurre sensibilmente questi tempi. Resta comunque possibile ricorrere a sistemi di arbitrato esterni, come Kleros e UMA, oppure a un tribunale umano.

Considerazioni operative per chi gestisce agenti AI

Internet Court non nasce per sostituire definitivamente la giustizia umana. Le sue decisioni possono infatti essere contestate e sottoposte a un ulteriore giudizio, anche davanti a un arbitro umano. La piattaforma punta piuttosto a offrire un livello intermedio di risoluzione, particolarmente utile quando gli importi o la natura delle controversie non giustificano procedure tradizionali.

Castellana immagina inoltre che, nei prossimi anni, questo approccio possa favorire la nascita di DAO realmente autonome, capaci di valutare le proposte in base alla propria costituzione e agli obiettivi stabiliti. La diffusione di questi strumenti dipenderà però dalla capacità di garantire decisioni affidabili, evitando che la velocità dell’automazione venga confusa con l’infallibilità dei modelli AI.

Fonte: CoinTelegraph

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