Attacchi hacker sempre più veloci: l’AI cambia il volto del cybercrime

Il nuovo report firmato CrowdStrike fotografa una crescita degli attacchi automatizzati e una drastica riduzione dei tempi di compromissione

Redazione
attacco informatico, cybersecurity, cyberminacce, security analyst summit, cyber attacchi, microsoft, minacce, cybersicurezza, informatiche, cybercriminali, cyberattacchi, attacchi hacker, sicurezza informatica

L’intelligenza artificiale sta imprimendo una forte accelerazione al cybercrime globale, riducendo drasticamente il tempo necessario agli hacker per individuare vulnerabilità, penetrare nei sistemi e sottrarre informazioni. A fotografare questa evoluzione è il Threat Hunting Report 2026 di CrowdStrike, realizzato monitorando oltre 290 gruppi ostili. Secondo il rapporto, gli attacchi condotti attraverso agenti automatizzati crescono a un ritmo 2,5 volte superiore rispetto alle attività portate avanti dagli esseri umani.

Gli attacchi automatizzati corrono più degli hacker

La novità più rilevante riguarda la velocità con cui i programmi malevoli basati sull’IA riescono a operare. Questi strumenti possono individuare autonomamente le falle informatiche e sfruttarle, senza richiedere un intervento umano continuo.

Il rapporto evidenzia che l’88% delle vulnerabilità viene sfruttato entro appena 48 ore dalla loro scoperta. In alcuni casi, i tempi sono ancora più stretti: gli attacchi contro strumenti aziendali di intelligenza artificiale possono arrivare a 200.000 richieste in soli due minuti.

Anche alcuni gruppi specifici hanno mostrato capacità particolarmente rapide. Gli attori di matrice cinese identificati come Vault Panda e Genesis Panda, per esempio, sono riusciti a lanciare attacchi mirati entro 24 ore dalla scoperta di una vulnerabilità.

Il cloud e le piattaforme IA nel mirino

La minaccia non riguarda soltanto i sistemi interni delle organizzazioni, ma si estende sempre più alle infrastrutture esterne. Nel 2026, gli attacchi contro gli ambienti cloud sono aumentati del 171%, con campagne finalizzate al furto di credenziali, all’esfiltrazione di dati e all’abuso dei modelli linguistici.

Particolarmente significativo, riferisce l’ANSA, è anche il caso del gruppo nordcoreano Stardust Chollima, che secondo i ricercatori avrebbe compromesso 131 piattaforme di intelligenza artificiale considerate sicure, riuscendo con maggiore frequenza a eludere i sistemi di autenticazione.

Cinque minuti per sottrarre informazioni

La rapidità raggiunta dagli attaccanti emerge con particolare evidenza dalle attività di Snarky Spider. Il gruppo è stato in grado di sottrarre informazioni riservate da un’applicazione in meno di cinque minuti dalla compromissione iniziale dell’account.

Per CrowdStrike, questa drastica riduzione dei tempi impone alle organizzazioni di cambiare approccio alla sicurezza informatica. Le difese tradizionali rischiano infatti di non riuscire a tenere il passo con offensive sempre più automatizzate.

Secondo la società di sicurezza, diventa quindi urgente adottare tecnologie difensive basate a loro volta sull’intelligenza artificiale, capaci di reagire alla stessa velocità con cui operano gli strumenti utilizzati dai criminali informatici.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.