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Gli Stati Uniti stanno modificando gli equilibri nel settore delle telecomunicazioni in Venezuela. Washington ha infatti deciso di allentare alcune sanzioni per consentire nuovi investimenti e l’accesso a tecnologie e servizi, introducendo però precise esclusioni per soggetti legati a Cina, Russia, Iran, Corea del Nord e Cuba. Una scelta destinata ad avere conseguenze soprattutto in vista della modernizzazione delle reti e dello sviluppo del 5G.
Le origini della svolta nelle telecomunicazioni venezuelane
La presenza cinese nelle telecomunicazioni venezuelane è tutt’altro che recente. Huawei e ZTE hanno costruito negli anni una posizione importante nel mercato, anche perché le sanzioni statunitensi e le difficoltà di collaborazione con le aziende legate al governo hanno ridotto la disponibilità di altri fornitori internazionali.
Secondo Alcides Leon, giornalista tecnologico venezuelano che segue il settore da decenni, gran parte della tecnologia utilizzata da operatori statali come CANTV e Movilnet proviene oggi da Huawei. Per questo motivo, un progressivo allontanamento dai fornitori cinesi potrebbe rivelarsi complesso e costoso.
Le licenze OFAC e il nuovo scenario regolatorio
La svolta è arrivata con due licenze generali dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC), l’ufficio del Dipartimento del Tesoro statunitense incaricato di amministrare le sanzioni economiche. La General License 61 consente alle aziende e ai cittadini statunitensi di fornire beni, tecnologia, software e servizi necessari per installare, mantenere, riparare e aggiornare le infrastrutture di telecomunicazione venezuelane.
L’autorizzazione comprende anche apparecchiature, componenti, capacità in fibra ottica, banda satellitare, servizi cloud, sistemi di archiviazione, server e servizi di supporto alla rete. Sono inoltre consentite transazioni con CANTV, Movilnet e il regolatore Conatel.
La General License 62 guarda invece ai nuovi investimenti: permette di negoziare contratti condizionati, creare nuovi operatori, ampliare attività esistenti e formare joint venture. Restano tuttavia escluse le operazioni con soggetti cinesi e con entità da essi controllate o partecipate.
Opportunità per i fornitori occidentali
L’apertura crea uno spazio significativo per i fornitori occidentali, proprio mentre il Venezuela sta modernizzando le proprie infrastrutture. Ericsson e Nokia potrebbero essere tra i principali beneficiari, soprattutto nello sviluppo della fibra e delle reti 5G.
Il mercato venezuelano ha già iniziato a prepararsi alla nuova generazione mobile. Due aste dello spettro hanno assegnato frequenze destinate all’espansione dei servizi 4G e 5G: Movilnet ha ottenuto 100 MHz nella banda 3,5 GHz, mentre CANTV ha ricevuto ulteriore spettro nella banda 2,6 GHz.
Il peso di Huawei e ZTE e i rischi della transizione
La nuova politica americana potrebbe però creare difficoltà anche alle infrastrutture già esistenti. Il problema non riguarda soltanto gli investimenti futuri, ma anche manutenzione, riparazioni e sostituzione dei componenti presenti nelle reti.
Nel 2019 CANTV, Movilnet e Huawei avevano firmato un contratto da 144 milioni di dollari per la realizzazione di infrastrutture 4G e 5G, comprendente la fornitura, installazione e configurazione di 900 stazioni radio LTE.
Secondo Leon, Huawei e ZTE hanno contribuito a mantenere l’espansione delle reti venezuelane in una fase in cui altri fornitori internazionali si erano progressivamente ritirati. La loro presenza, tuttavia, ha prodotto anche una forte dipendenza tecnologica e, secondo alcuni esperti, problemi di compatibilità con sistemi differenti.
Nuovi investimenti per il futuro delle TLC venezuelane
Le nuove autorizzazioni arrivano quindi in un momento particolarmente delicato. Il settore potrebbe essere destinato a una progressiva diversificazione dei fornitori, ma la sostituzione delle tecnologie cinesi non sarà necessariamente semplice.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la possibile trasformazione della proprietà di Movistar Venezuela, controllata dalla spagnola Telefónica, che sta riducendo la propria presenza in gran parte dell’America Latina. Un eventuale cambio di proprietà potrebbe modificare ulteriormente gli equilibri tra operatori e fornitori tecnologici.
Come cambierà il settore delle telecomunicazioni venezuelane
La decisione di Washington inserisce le telecomunicazioni venezuelane all’interno della più ampia competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Da una parte, l’allentamento delle sanzioni può favorire investimenti e accesso a tecnologie che negli ultimi anni erano diventati più difficili da ottenere; dall’altra, l’esclusione dei soggetti cinesi può accelerare il ridimensionamento della loro presenza.
Il risultato dipenderà dalla disponibilità delle aziende occidentali a entrare in un mercato ancora caratterizzato da rilevanti rischi politici ed economici e dalla capacità degli operatori venezuelani di diversificare le proprie reti senza compromettere le infrastrutture già esistenti.
Fonte: SCMP