Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La FCC si prepara a utilizzare per la prima volta il proprio potere di intervento retroattivo contro dispositivi già autorizzati alla vendita negli USA. Nel mirino dell’agenzia federale sono finite otto società considerate possibili “front companies” di DJI, sospettate di aver utilizzato nuovi marchi per aggirare le restrizioni imposte alla tecnologia cinese. Tra i nomi più rilevanti figurano Skyrover e Xtra, i cui prodotti potrebbero essere esclusi dal mercato americano se il provvedimento verrà approvato.
La FCC prepara il primo ban retroattivo
Lo scorso ottobre la FCC aveva ottenuto la possibilità di vietare retroattivamente dispositivi che avevano già ricevuto l’autorizzazione per essere importati e commercializzati negli Stati Uniti. Ora l’agenzia è pronta a trasformare questa prerogativa in un intervento concreto.
Il provvedimento arriva dopo che la FCC aveva già proposto una multa da 25.000 dollari per otto società considerate collegate a DJI. La nuova iniziativa va però ben oltre una sanzione economica: l’agenzia vuole impedire alle aziende interessate di continuare a importare, distribuire, promuovere e vendere i dispositivi già presenti nella propria offerta.
Skyrover e Xtra nel mirino dell’agenzia
Tra i prodotti più esposti ci sono quelli commercializzati da Xtra e Skyrover. Il caso di Xtra è particolarmente significativo perché la sua videocamera Muse presenta forti somiglianze con la DJI Osmo Pocket 3. Il dispositivo aveva ottenuto l’approvazione FCC prima dell’introduzione delle nuove restrizioni sui droni e viene ancora venduto negli Stati Uniti, anche attraverso Amazon.
Se il divieto entrerà in vigore, la videocamera potrebbe scomparire dai principali rivenditori online e dal sito di Xtra. L’azienda potrebbe inoltre essere costretta a rinunciare alle scorte già presenti nei magazzini statunitensi.
Per Skyrover il problema riguarda invece i droni, con l’X1 indicato come uno dei prodotti finiti sotto osservazione nell’ambito delle verifiche sulle presunte società utilizzate per aggirare le restrizioni contro DJI.
Un provvedimento che non colpirà i prodotti già acquistati
Il possibile ban non avrebbe effetto sui dispositivi già acquistati dai consumatori e, almeno per il momento, non è ancora operativo. La FCC ha infatti aperto una fase di consultazione pubblica della durata di 30 giorni, durante la quale potranno essere presentate osservazioni ed eventuali prove contrarie.
L’agenzia ha dichiarato di aver raggiunto in via preliminare la conclusione che le società coinvolte commercializzino apparecchiature che dovrebbero essere vietate per ragioni di sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, sostiene di essere pronta a valutare “prove specifiche” che possano mettere in discussione questa posizione.
La questione resta però controversa, anche perché il governo statunitense non ha fornito pubblicamente prove specifiche sui rischi per la sicurezza nazionale associati ai droni stranieri, né ha chiarito perché restrizioni pensate per questo settore debbano coinvolgere anche prodotti come le videocamere.
Le aziende coinvolte e il laboratorio cinese
Le società individuate dalla FCC comprendono Cogito Tech, Fixaxo Technology, Lyno Dynamics, Skyhigh Tech, Spatial Hover, SZ Knowact, WaveGo Tech e Xtra Technology. WaveGo Tech e SZ Knowact sono entrambe indicate in relazione a Skyrover. Nell’elenco compare anche XAG, marchio attivo nel settore dei droni agricoli.
Secondo la FCC, quasi tutte queste aziende non avrebbero risposto alle richieste di informazioni dell’agenzia. XAG avrebbe invece fornito una risposta, senza però trasmettere i dati richiesti.
Parallelamente, la FCC ha annunciato l’intenzione di interrompere i rapporti con SGS-CSTC Shenzhen, laboratorio cinese che aveva contribuito ai test necessari per portare alcuni di questi prodotti sul mercato americano. Il laboratorio ha sostenuto di non essere controllato dal governo cinese, sottolineando che CSTC, società cinese, possiede soltanto il 15% della struttura. Tuttavia, la normativa statunitense considera rilevante una partecipazione pari o superiore al 10% per determinare il controllo in materia di autorizzazioni radio.
La FCC aveva già avvertito, il 10 luglio, che avrebbe potuto adottare ulteriori provvedimenti contro le otto società se non avessero risposto entro il 20 luglio. Il nuovo procedimento rappresenta quindi un ulteriore passo nella stretta americana sulle tecnologie considerate sensibili e sui possibili tentativi di aggirare le restrizioni imposte a DJI.
Fonte: The Verge