Baidu, l’AI vale ormai metà dei ricavi: la svolta nel Q2 2026

Il business dell’intelligenza artificiale rappresenta il 50% dei ricavi generali per il secondo trimestre consecutivo

Redazione
Dashboard Baidu con ricavi ai baidu al 50% e focus su Kunlun ed ERNIE

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Baidu entra in una nuova fase della propria strategia sull’intelligenza artificiale. Nel secondo trimestre del 2026 il gruppo cinese ha registrato 31,3 miliardi di yuan di ricavi, mentre il business legato all’AI ha raggiunto quota 12,5 miliardi di yuan, con una crescita del 25%. Per il secondo trimestre consecutivo, il comparto rappresenta il 50% dei ricavi del business generale della società, dopo il 52% registrato nel primo trimestre.

Dati finanziari: l’AI raggiunge metà dei ricavi

Il dato conferma il peso crescente dell’intelligenza artificiale all’interno di Baidu. Dal 2023 l’azienda ha utilizzato i grandi modelli per trasformare prodotti come Search, Wenku e Netdisk, affiancando a queste attività l’offerta di modelli e applicazioni attraverso Baidu AI Cloud.

La società ha iniziato a fornire una rendicontazione più dettagliata delle attività AI dal 2025, distinguendo tra infrastruttura cloud, applicazioni e marketing nativo basato sull’intelligenza artificiale. Nell’intero 2025 i ricavi AI avevano raggiunto 40 miliardi di yuan, in crescita del 48%, mentre il loro peso era passato dal 26% del 2024 al 39%.

AI Cloud accelera con infrastrutture e GPU

La componente che sta mostrando la crescita più marcata è quella infrastrutturale. Nel secondo trimestre i ricavi dell’AI Cloud Infrastructure hanno raggiunto 7,3 miliardi di yuan, segnando un incremento del 50%.

Particolarmente forte è stata la performance del cloud dedicato alle GPU, i cui ricavi sono aumentati del 283%, accelerando rispetto al +184% del primo trimestre. Baidu AI Cloud ha inoltre ampliato la propria presenza in settori come finanza, automotive ed energia, portando l’infrastruttura AI verso un numero crescente di applicazioni industriali.

Applicazioni AI, da Wenku a Kuku AI

Sul fronte delle applicazioni, i ricavi del secondo trimestre si sono attestati a 2,5 miliardi di yuan, con una crescita del 3%. Baidu ha continuato a integrare l’AI all’interno di Wenku e Netdisk e ha lanciato nuovi strumenti come Dazi, Miaoda, Famou e Yijing, destinati ad ambiti che spaziano dal lavoro d’ufficio allo sviluppo di applicazioni e ai digital human.

A giugno, la penetrazione giornaliera delle funzioni AI in Wenku e Netdisk era aumentata di 27,4 punti. Anche Kuku AI, piattaforma dedicata alla produttività, ha superato i 25 milioni di utenti attivi mensili.

Apollo Go porta l’AI nel mondo reale

Un altro tassello della strategia è Apollo Go, il servizio di guida autonoma attraverso cui Baidu sta portando l’intelligenza artificiale su scala fisica. La piattaforma è presente in 28 città e ha superato complessivamente i 350 milioni di chilometri percorsi in modalità autonoma.

Parallelamente, Baidu sta portando avanti attività di test a Hong Kong, Londra, in Svizzera e a Dubai. La guida autonoma rappresenta quindi uno degli ambiti nei quali l’AI esce dal software tradizionale per essere applicata direttamente alla mobilità.

Kunlun ed ERNIE costruiscono la filiera AI

Baidu sta lavorando anche sul livello più vicino all’hardware. Dal debutto del chip Kunlun nel 2018, il gruppo è passato dall’utilizzo interno delle proprie capacità di calcolo alla fornitura verso clienti esterni.

Dal 2025 Kunlun Chip ha consegnato diversi cluster P800 da 10.000 schede, destinati a realtà dei settori internet, finanza, energia e manifattura. I sistemi sono stati adattati a modelli come ERNIE, DeepSeek, GLM e MiniMax.

Nel gennaio scorso Baidu ha inoltre annunciato l’intenzione di scorporare Kunlun Chip in vista di una quotazione a Hong Kong.

Una strategia che va dal chip agli agenti AI

Il quadro che emerge è quello di una filiera sempre più completa: Kunlun Chip alla base, Baidu AI Cloud ed ERNIE nella parte centrale e applicazioni e agenti AI al vertice.

Anche i movimenti degli investitori hanno attirato l’attenzione. Secondo le dichiarazioni 13F, Duquesne Family Office di Stanley Druckenmiller ha costruito nel secondo trimestre una posizione da 88.000 ADR, tornando così sulle azioni cinesi dopo l’uscita da Alibaba nel quarto trimestre del 2023. Appaloosa di David Tepper ha invece acquistato oltre 600.000 azioni.

Jefferies considera inoltre positivamente la conversione volontaria di Baidu da quotazione secondaria a dual primary listing a Hong Kong, ritenendola un possibile segnale favorevole in vista dell’inclusione nello Stock Connect a settembre. Intanto, per Baidu, la fase dell’AI sembra sempre più legata a indicatori concreti: ricavi cloud, utenti delle applicazioni, chip venduti a clienti esterni e città raggiunte dalla guida autonoma.

Fonte: Pandaily

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