Data center e terremoti: come gestire il rischio sismico

Norme, monitoraggio, isolamento sismico e piani di emergenza diventano strumenti essenziali per proteggere infrastrutture e garantire continuità operativa

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
strategie di disaster recovery per i data center

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

La crescente digitalizzazione ha trasformato i data center in infrastrutture critiche, rendendo la loro sicurezza un elemento fondamentale per la continuità delle attività aziendali. Nelle aree soggette a terremoti, la gestione del rischio sismico deve quindi considerare non soltanto la solidità degli edifici, ma anche la protezione delle apparecchiature IT e delle infrastrutture necessarie al loro funzionamento.

Le norme per la sicurezza sismica dei data center

In Italia, il riferimento per la protezione sismica degli edifici è il Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018, noto come NTC 2018, che definisce i requisiti progettuali necessari a garantire la sicurezza strutturale.

Tra le misure previste rientra la valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici destinati a ospitare data center. L’analisi deve prendere in considerazione sia la resistenza della struttura sia la protezione delle apparecchiature tecnologiche e delle infrastrutture critiche.

Gli interventi possono comprendere l’impiego di materiali innovativi e tecniche di ingegneria antisismica, con l’obiettivo di migliorare l’elasticità della struttura. L’approccio deve inoltre essere multidisciplinare e tenere conto anche dell’organizzazione dei flussi operativi all’interno della struttura.

Particolare attenzione deve essere riservata ai sistemi di ancoraggio delle apparecchiature e alla progettazione di percorsi di evacuazione sicuri, così da ridurre i rischi durante un’emergenza.

Isolamento, smorzamento e monitoraggio in tempo reale

Le tecnologie antisismiche offrono diversi strumenti per aumentare la protezione dei data center. Tra le soluzioni principali figurano i sistemi di isolamento sismico, installati alla base degli edifici per separare la struttura dalle forze generate dal terremoto e ridurre le sollecitazioni trasmesse.

A questi si aggiungono i dispositivi di smorzamento, progettati per dissipare l’energia sismica e limitare le oscillazioni. Tra gli esempi citati figurano i dispositivi a frizione, capaci di assorbire parte della forza esercitata durante un terremoto.

Un ulteriore supporto arriva dai sistemi di monitoraggio in tempo reale. Attraverso sensori avanzati, queste piattaforme consentono di raccogliere continuamente dati sulle condizioni strutturali dell’edificio, facilitando l’individuazione dei rischi e l’attivazione tempestiva di interventi e manutenzioni.

Le tecnologie di simulazione e modellizzazione permettono inoltre di analizzare diversi scenari sismici e di ottimizzare la progettazione degli spazi interni. Per proteggere server e sistemi di storage risultano importanti anche rack con basi anti-vibranti e adeguati sistemi di supporto.

La continuità operativa passa dalla progettazione

La protezione dal rischio sismico deve essere integrata fin dalle prime fasi progettuali, coinvolgendo ingegneri, architetti e specialisti della sicurezza. Le scelte devono tenere conto delle caratteristiche specifiche del sito, del livello di rischio sismico e delle condizioni geologiche dell’area.

La gestione deve inoltre considerare la continuità operativa. Le strategie di ridondanza, insieme alla protezione delle apparecchiature, possono contribuire a mantenere operative le attività anche in presenza di guasti.

Un approccio multidisciplinare consente di affrontare il problema da più punti di vista, mettendo in relazione aspetti strutturali, tecnologici e organizzativi. L’investimento nelle soluzioni di protezione permette così di aumentare la sicurezza e di ridurre i potenziali costi associati a danni e interruzioni del servizio.

Piani di emergenza e formazione del personale

La gestione del rischio non riguarda soltanto la struttura e le tecnologie. Un data center deve disporre anche di un piano di emergenza dettagliato, con ruoli e responsabilità chiaramente definiti e procedure specifiche da seguire in caso di terremoto.

La formazione del personale è parte integrante di questo processo. Corsi specifici, simulazioni e prove di evacuazione consentono di verificare l’efficacia delle procedure e di assicurare che le operazioni possano essere svolte in maniera rapida e coordinata.

È inoltre necessario disporre di sistemi efficienti di monitoraggio e comunicazione, capaci di fornire tempestivamente informazioni sui segnali di rischio. I sensori strutturali possono offrire dati in tempo reale sul comportamento dell’edificio durante un evento sismico, supportando le decisioni relative alla sicurezza delle persone e alla protezione delle apparecchiature.

Anche i percorsi di evacuazione devono essere progettati con attenzione, prevedendo sistemi di emergenza come luci e segnaletica chiara. La loro funzionalità va verificata periodicamente attraverso simulazioni.

Infine, la gestione del rischio deve essere aggiornata nel tempo attraverso revisioni periodiche dei piani e delle pratiche operative, anche grazie alla collaborazione con enti locali, istituzioni specializzate e altre aziende del settore. Workshop e conferenze possono contribuire a mantenere il personale informato sulle evoluzioni normative e tecnologiche.

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