Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
AMD potrebbe presentare i suoi nuovi processori mobile di prossima generazione al CES 2027, ma le prime indiscrezioni stanno già delineando le prestazioni della futura famiglia. Il nome in codice della nuova serie dovrebbe essere Medusa Point, con architettura Zen 6, e uno dei processori è appena comparso su Geekbench con risultati particolarmente interessanti.
Un misterioso processore AMD da 10 core
Il componente è stato individuato con la sigla AMD Eng Sample 100-000001713-33_N e con la piattaforma AMD Plum-MDS1, associata proprio a Medusa Point. Si tratta di un processore con 10 core e 20 thread, configurazione 4+6, con una frequenza indicata intorno ai 2 GHz.
Il chip dispone inoltre di 10 MB di cache L2 e 32 MB di cache L3, anche se frequenze e quantitativo di cache L3 potrebbero essere riportati in modo errato dal benchmark. AMD attualmente propone soltanto due processori mobile a 10 core, Ryzen AI 9 365 e Ryzen AI 9 465: per questo motivo, il nuovo modello potrebbe essere il presunto Ryzen AI 9 565.
Prestazioni superiori al Ryzen AI 9 HX 370
I risultati ottenuti su Geekbench sono il dato più interessante. Il processore ha raggiunto 3.174 punti in single-core e 15.092 punti in multi-core, superando in entrambi i casi il Ryzen AI 9 HX 370, attuale punta di diamante della piattaforma Strix Point.
Il Ryzen AI 9 HX 370 raggiunge mediamente circa 2.600 punti nel test single-core, mentre il nuovo chip arriva quindi a un risultato superiore del 22%. Anche nel multi-core il vantaggio è significativo: il modello Strix Point si ferma mediamente a circa 13.400 punti, con Medusa Point che risulta dunque più veloce del 13%.
Il nuovo processore riesce inoltre a superare di oltre 400 punti il Ryzen AI 9 Max+ 395 basato su Strix Halo nel single-core, anche se perde nel test multi-core. Sul fronte della grafica integrata, invece, il confronto non sarebbe paragonabile.
Un netto miglioramento rispetto al primo leak
Il risultato assume ancora più interesse se confrontato con una precedente fuga di informazioni relativa a un altro Medusa Point da 10 core. Quel campione aveva ottenuto appena 2.300 punti in single-core e 13.002 in multi-core.
Il nuovo test mostra quindi un miglioramento considerevole, anche se non è ancora possibile stabilire quanto i risultati siano rappresentativi delle prestazioni definitive della piattaforma.
Zen 6 potrebbe portare un salto prestazionale
Se i dati venissero confermati, Medusa Point suggerirebbe che Zen 6 potrebbe offrire un incremento prestazionale significativo grazie alle novità architetturali, considerando che il numero di core rimane identico rispetto ai processori utilizzati per il confronto.
È però ancora presto per trarre conclusioni definitive. Il debutto della nuova generazione è previsto tra diversi mesi e il benchmark riguarda un solo modello della futura gamma. I processori di fascia alta dovranno necessariamente offrire prestazioni superiori ai predecessori diretti, mentre sarà soprattutto nella fascia media che AMD dovrà dimostrare il reale valore della nuova architettura.
Fonte: Tom’s Hardware