Autonomia e sciami di droni: così l’AI cambia il campo di battaglia

La nuova tecnologia permette ai velivoli di seguire i bersagli anche senza collegamento diretto con gli operatori

Redazione
Drone militare con intelligenza artificiale droni Ucraina in volo su scenario bellico

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel conflitto in Ucraina, trasformando anche i droni più economici in strumenti militari avanzati. Un accordo da 100 milioni di dollari porterà infatti capacità AI sviluppate negli Stati Uniti su 50.000 droni ucraini Shrike, consentendo ai velivoli di riconoscere, inseguire e colpire autonomamente i bersagli.

La collaborazione coinvolge la società americana Auterion, che ha sviluppato hardware e software per rendere i droni capaci di operare con maggiore autonomia. L’obiettivo è aumentare l’efficacia dei sistemi già utilizzati sul campo, riducendo la dipendenza dalle comunicazioni radio e migliorando la rapidità delle operazioni.

L’intelligenza artificiale trasforma i droni kamikaze ucraini

I droni Shrike, prodotti dall’azienda ucraina SkyFall, sono velivoli FPV progettati per missioni a basso costo ma ad alto impatto. Finora questi sistemi richiedevano un controllo manuale da parte degli operatori, che guidavano il drone verso il bersaglio. Con il nuovo aggiornamento AI, invece, il dispositivo può ricevere un’indicazione iniziale e poi attivare una modalità di guida autonoma verso l’obiettivo.

Il sistema sviluppato da Auterion sfrutta esclusivamente le immagini raccolte dalla fotocamera integrata nel drone per individuare e seguire il bersaglio. Questo rappresenta un vantaggio importante in scenari dove i sistemi GPS vengono spesso disturbati, perché il velivolo può continuare a operare senza affidarsi alla navigazione satellitare.

La tecnologia permette inoltre di mantenere un controllo umano nella fase decisionale: l’operatore può interrompere l’attacco o modificare il bersaglio finché il collegamento radio rimane attivo. Tuttavia, anche in caso di perdita del segnale dovuta a ostacoli o interferenze nemiche, il drone può continuare autonomamente la missione.

Un aggiornamento rapido per 50.000 droni grazie alla tecnologia USA

La fornitura prevede l’installazione dei sistemi Skynode S strike kit di Auterion su 50.000 droni Shrike nei prossimi mesi. Si tratta del più grande ordine mai ricevuto dall’azienda statunitense e rappresenta un salto significativo nell’impiego dell’intelligenza artificiale applicata ai droni da combattimento.

A differenza di altri programmi militari concentrati su munizioni di precisione molto costose, Auterion ha scelto di puntare sui droni FPV economici, diventati tra gli strumenti più diffusi nelle operazioni sul fronte ucraino. L’azienda ha sviluppato un sistema di controllo del volo con capacità AI integrata, basato su un chip dal costo contenuto.

Ogni Shrike dotato della nuova tecnologia avrebbe un costo di circa 2.000 dollari, superiore ai circa 400 dollari dei modelli privi di autonomia, ma comunque molto inferiore rispetto alle munizioni tradizionali occidentali, spesso dal valore di centinaia di migliaia o milioni di dollari.

Il finanziamento dell’ordine arriva da un contratto sostenuto da un Paese europeo non inizialmente indicato ufficialmente. Secondo quanto riportato da Reuters, sarebbe la Germania a finanziare la fornitura.

Droni autonomi e sciami: nuove strategie militari all’orizzonte

L’integrazione dell’AI potrebbe rappresentare anche il primo passo verso sistemi più complessi, basati sul coordinamento tra più droni. I kit sviluppati da Auterion permetteranno infatti futuri aggiornamenti software capaci di consentire a un singolo operatore di controllare uno sciame di droni autonomi.

La società ha già dimostrato questa possibilità durante un’esercitazione negli Stati Uniti, dove un operatore ha guidato tre droni autonomi verso altrettanti bersagli. Grazie al sistema Nemyx, i velivoli possono collaborare, distribuire gli obiettivi e modificare le priorità in base all’evoluzione dello scenario operativo.

Questa evoluzione potrebbe modificare il rapporto tra quantità e qualità degli strumenti militari: non sarebbe più necessario soltanto schierare grandi numeri di droni, ma creare flotte capaci di adattarsi rapidamente alle condizioni del campo di battaglia.

Il ruolo dell’uomo resta centrale nelle decisioni critiche

Nonostante il progresso verso una maggiore autonomia, Auterion sostiene l’importanza della presenza umana nelle decisioni che riguardano l’impiego delle armi. La società ritiene fondamentale che sia ancora un operatore a scegliere il bersaglio e ad autorizzare un’azione con conseguenze letali.

L’intelligenza artificiale potrebbe però ridurre drasticamente il livello di addestramento necessario per utilizzare questi sistemi. Secondo Auterion, un operatore può essere formato rapidamente per gestire un drone o persino uno sciame, semplicemente indirizzandolo verso l’area interessata e selezionando il bersaglio sullo schermo.

L’esperienza ucraina sta quindi diventando un punto di riferimento per lo sviluppo delle tecnologie militari autonome. Il Paese ha costruito un sistema basato su sperimentazione rapida e miglioramenti continui derivati direttamente dalle esperienze sul campo.

Secondo Auterion, questa capacità di adattamento potrebbe influenzare anche lo sviluppo futuro dei sistemi militari occidentali, sempre più orientati verso piattaforme autonome e software in grado di coordinare droni prodotti da aziende diverse.

Fonte: Ars Technica

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.