Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La robotica basata sull’Embodied AI entra in una nuova fase di sviluppo in Cina grazie alle ultime iniziative di Alibaba e ByteDance. Da un lato Alibaba ha presentato Qwen-Robot, la prima famiglia completa di modelli dedicati ai robot all’interno della serie Qwen; dall’altro ByteDance ha deciso di trasformare la robotica in un’attività strategica del proprio business. La competizione non si gioca soltanto sull’intelligenza artificiale, ma anche sulla disponibilità di grandi quantità di dati e sulla possibilità di testare le tecnologie in scenari operativi reali. L’obiettivo comune è accelerare la diffusione di robot sempre più autonomi e intelligenti, pur restando consapevoli che le sfide dell’hardware sono ancora tutt’altro che superate.
Alibaba punta sul “cervello” dei robot con Qwen-Robot
Alibaba ha annunciato Qwen-Robot, la sua prima famiglia completa di modelli di Embodied AI. La piattaforma comprende tre modelli distinti: Qwen-RobotManip, dedicato alle attività di manipolazione, Qwen-RobotNav, sviluppato per la navigazione, e Qwen-RobotWorld, un modello del mondo progettato per supportare il ragionamento dei robot.
L’approccio scelto dall’azienda è chiaro: invece di competere direttamente nella produzione dell’hardware, Alibaba vuole diventare il fornitore del “cervello intelligente” per diverse tipologie di robot. I tre modelli possono essere utilizzati singolarmente oppure lavorare in sinergia, consentendo ai robot di muoversi, manipolare oggetti e comprendere l’ambiente circostante per affrontare compiti complessi nel mondo reale.
Questa strategia sfrutta uno dei principali punti di forza del gruppo: la disponibilità di enormi quantità di dati raccolti attraverso i propri servizi digitali e le attività commerciali, una risorsa fondamentale per addestrare modelli sempre più efficaci.
ByteDance rafforza la robotica come attività strategica
Anche ByteDance ha deciso di accelerare gli investimenti nell’Embodied AI, promuovendo ufficialmente la robotica a business centrale dell’azienda. La supervisione del settore è stata ulteriormente rafforzata, con Seed Robotics che ora risponde direttamente al responsabile delle attività multimodali Zhou Chang.
L’azienda non parte da zero. Ha già prodotto oltre 1.000 robot, concentrandosi soprattutto su robot mobili a ruote destinati alla logistica in magazzini e stabilimenti produttivi. Inoltre, queste soluzioni sono già state adottate da clienti esterni di rilievo come SF Express e BYD Electronics, dimostrando che la tecnologia è già uscita dalla fase puramente sperimentale.
Dati, scenari reali e AI: il vantaggio dei colossi del web
Secondo quanto emerge, i grandi gruppi internet dispongono di tre vantaggi competitivi rispetto ai produttori tradizionali di robot: modelli di intelligenza artificiale generalisti, enormi quantità di dati reali per l’addestramento e scenari applicativi interni dove sperimentare rapidamente le nuove tecnologie.
Nei sistemi tradizionali, ogni nuovo compito richiede spesso la scrittura di specifici programmi di controllo da parte degli ingegneri, con tempi di adattamento che possono durare settimane. L’utilizzo coordinato di modelli visione-linguaggio-movimento, invece, consente di ridurre questi tempi fino a pochi giorni.
I dati rappresentano il vero carburante di questa evoluzione. Le reti di consegna di Meituan generano milioni di interazioni quotidiane per la pianificazione dei percorsi, mentre i magazzini logistici di JD accumulano continuamente informazioni sulla movimentazione dei materiali. Anche ByteDance dispone di una vasta mole di dati provenienti dalle proprie attività, che spaziano dall’e-commerce alla produzione di contenuti.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dai cosiddetti “captive deployment scenarios”, ovvero ambienti operativi di proprietà delle aziende. JD, ad esempio, ha sperimentato i propri robot logistici nei magazzini “Asia No.1” prima della commercializzazione, mentre ByteDance utilizza i propri robot autonomi su percorsi reali prima di venderli ai clienti. Questo permette di ridurre sensibilmente il tempo necessario per passare dal laboratorio alla diffusione commerciale.
L’intelligenza artificiale non basta senza un hardware all’altezza
Nonostante i progressi dell’Embodied AI, il settore continua a confrontarsi con ostacoli significativi. Componenti, catena di fornitura e costi di produzione restano elementi determinanti che non possono essere risolti esclusivamente attraverso il software.
La robotica mantiene infatti una forte componente manifatturiera: anche il sistema di intelligenza artificiale più avanzato necessita di un corpo robotico affidabile e performante per operare efficacemente nel mondo fisico. Per questo motivo, l’ingresso dei grandi colossi tecnologici può accelerare l’evoluzione dei modelli intelligenti, ma non elimina le sfide industriali e commerciali che caratterizzano ancora il mercato della robotica.
Fonte: Pandaily