GM punta sulle batterie al sodio per alimentare data center e industrie

La casa automobilistica sviluppa nuove celle sodium-ion per sistemi di accumulo energetico destinati a reti, fabbriche e infrastrutture AI

Redazione
Batterie sodium-ion gm per data center e stabilimenti industriali

La corsa globale per trovare nuove fonti di energia destinate ai data center per l’intelligenza artificiale sta coinvolgendo anche il settore automobilistico. Dopo gli esperimenti di Redwood Materials e Ford, ora anche General Motors entra nel mercato dell’energy storage con un progetto dedicato alle batterie sodium-ion, una tecnologia pensata per applicazioni su larga scala.

L’obiettivo dell’azienda americana è sviluppare sistemi di accumulo energetico capaci di supportare non solo le proprie fabbriche, ma anche infrastrutture digitali e reti elettriche.

GM sviluppa batterie sodium-ion per il mercato dell’energia

General Motors ha annunciato una nuova collaborazione con la startup energetica Peak Energy per sviluppare una chimica delle batterie completamente nuova basata sugli ioni di sodio. Si tratta di una strategia particolarmente ambiziosa: al di fuori della Cina, infatti, nessun altro costruttore automobilistico aveva finora annunciato piani per produrre celle sodium-ion.

Secondo Kurt Kelty, vicepresidente GM per batterie e sostenibilità, il settore dell’energy storage rappresenta il punto di ingresso più semplice per questa tecnologia, perché le caratteristiche delle batterie al sodio risultano adatte agli utilizzi richiesti dal mercato.

GM non ha comunicato quanto investirà nello specifico progetto, ma ha già destinato 900 milioni di dollari alla commercializzazione di nuove chimiche per batterie, includendo anche un nuovo centro dedicato allo sviluppo degli accumulatori.

Perché le batterie al sodio interessano data center e industrie

Le batterie sodium-ion funzionano in modo simile alle più diffuse batterie agli ioni di litio, ma sostituiscono alcuni materiali chiave con il sodio. Questo permette di ottenere celle potenzialmente più economiche, più longeve e meno esposte al rischio di surriscaldamento.

Il principale compromesso riguarda le dimensioni: per immagazzinare la stessa quantità di energia, le batterie al sodio devono essere generalmente più grandi e pesanti rispetto alle equivalenti al litio.

Proprio la maggiore sicurezza rappresenta uno degli elementi centrali del progetto con Peak Energy. La startup ha sviluppato sistemi di accumulo che, grazie alle caratteristiche del sodio, non richiedono sistemi di raffreddamento o antincendio tradizionali. Questo consente di ridurre i costi iniziali e limitare le spese di manutenzione.

Come spiegato da Paul Menson, responsabile della commercializzazione dell’energy storage di GM, eliminare componenti complessi significa anche eliminare potenziali problemi tecnici.

Dalle batterie GM agli impianti industriali: il ruolo di Redwood Materials

La strategia energetica di General Motors non si limita alla collaborazione con Peak Energy. L’azienda ha infatti annunciato anche un ampliamento della partnership con Redwood Materials, società specializzata nel riciclo delle batterie fondata dall’ex dirigente Tesla J.B. Straubel.

Redwood già raccoglie materiali di scarto dagli impianti GM e batterie usate provenienti dai veicoli elettrici della casa automobilistica. Attualmente GM ha una disponibilità di circa 10.000 pacchi batteria destinati alla società.

Redwood gestisce inoltre un sistema di microrete da 12 megawatt/63 megawattora alimentato con batterie di seconda vita presso un data center Crusoe in Nevada. GM acquisterà ora un sistema Redwood da 7,2 megawattora per uno dei propri stabilimenti nel Michigan, con un risparmio stimato di circa 3 milioni di dollari nel corso della vita operativa.

Il futuro delle batterie sodium-ion arriverà nel 2028

Nonostante l’annuncio, le batterie sodium-ion GM non saranno disponibili immediatamente sul mercato. Le prime celle entreranno in produzione di prova nel 2028 presso il Battery Cell Development Center dell’azienda.

GM prevede che il nuovo centro permetterà di ridurre di circa un anno il percorso necessario per arrivare alla commercializzazione, abbassando anche i costi di sviluppo.

Nel frattempo, l’azienda continuerà a utilizzare batterie LFP (litio-ferro-fosfato) fornite a LG Energy Solution per i sistemi di accumulo energetico. LG collabora già con GM attraverso la joint venture Ultium, che produce batterie per i veicoli elettrici del gruppo.

L’obiettivo finale è creare una rete di soluzioni energetiche in grado di supportare sia i data center che alimentano l’intelligenza artificiale, sia gli impianti industriali. Nelle fabbriche GM, infatti, gli accumulatori potranno essere utilizzati per ridurre i picchi di consumo energetico e garantire maggiore continuità in caso di interruzioni della rete.

Fonte: TechCrunch

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