Digital Markets Act, l’Europa colpisce Google con una sanzione da 890 milioni

Google è stata multata dall’Authority UE per la cifra monstre di 890 milioni di euro: nel mirino Search e Play Store

Redazione
Google antitrust ue, schermata risultati di ricerca con servizi Google in evidenza

L’Unione Europea ha inflitto ad Alphabet, la società madre di Google, una maxi sanzione da 890 milioni di euro, circa 1 miliardo di dollari, per due violazioni del Digital Markets Act (DMA). La decisione riguarda due aree strategiche dell’ecosistema del colosso statunitense: il motore di ricerca e il negozio digitale Play Store.

Secondo la Commissione Europea, Google avrebbe favorito alcuni dei propri servizi nei risultati di ricerca e limitato la possibilità degli sviluppatori Android di indirizzare gli utenti verso sistemi di pagamento alternativi. La misura rappresenta uno dei provvedimenti più rilevanti dall’entrata in vigore delle nuove regole europee dedicate alle grandi piattaforme digitali.

Digital Markets Act, l’Europa rafforza il controllo sulle Big Tech

Il Digital Markets Act è nato con l’obiettivo di garantire maggiore equilibrio nei mercati digitali, imponendo ai grandi operatori definiti “gatekeeper” una serie di obblighi per evitare comportamenti anticoncorrenziali.

Le norme europee vietano, tra le altre cose, che una piattaforma possa utilizzare la propria posizione dominante per favorire i servizi interni rispetto a quelli dei concorrenti. La Commissione ha quindi deciso di applicare una linea più rigida nei confronti delle aziende tecnologiche con un ruolo centrale nell’economia digitale.

La multa ad Alphabet arriva dopo oltre due anni dall’apertura dell’indagine sulla mancata conformità al DMA e dopo una valutazione preliminare diffusa nel marzo 2025. Google aveva presentato alcune modifiche ai propri servizi, ma secondo Bruxelles le precedenti proposte non erano sufficienti a risolvere le criticità individuate.

Google Search nel mirino: 460 milioni per il trattamento preferenziale ai servizi interni

La prima parte della sanzione, pari a 460 milioni di euro, riguarda il modo in cui Google avrebbe gestito i risultati del proprio motore di ricerca. La Commissione Europea ha contestato alla società di avere assegnato un trattamento privilegiato ai propri servizi Google Shopping, Google Hotels e Google Flights.

Secondo le autorità, questa pratica avrebbe penalizzato i servizi concorrenti di comparazione, riducendo la possibilità per aziende terze di competere ad armi pari all’interno della ricerca online.

Come parte delle misure correttive, Google dovrà modificare il funzionamento del proprio sistema di ricerca e garantire che i servizi esterni siano trattati in modo equo e non discriminatorio. Negli ultimi mesi l’azienda aveva già introdotto alcune modifiche, tra cui la rimozione del widget di Google Flights per gli utenti europei e un nuovo layout dei risultati con maggiore spazio ai siti concorrenti.

Google aveva però criticato le richieste europee, sostenendo che gli interventi necessari per rispettare il DMA avrebbero peggiorato l’esperienza degli utenti e rappresentato un forte cambiamento per il prodotto.

Play Store e pagamenti alternativi: la seconda multa da 430 milioni

La seconda violazione contestata riguarda invece l’ecosistema Android e le regole del Google Play Store. In questo caso la sanzione ammonta a 430 milioni di euro.

La Commissione Europea ha accusato Google di avere impedito agli sviluppatori di comunicare liberamente agli utenti la disponibilità di sistemi di pagamento alternativi, che in alcuni casi potrebbero risultare più economici rispetto a quelli integrati nel Play Store.

Bruxelles ritiene che queste limitazioni abbiano ridotto la libertà degli sviluppatori e mantenuto un controllo eccessivo da parte di Google sulle transazioni digitali.

L’azienda ha più volte difeso le proprie politiche, sostenendo che una maggiore apertura del sistema Android potrebbe creare rischi per la sicurezza degli utenti, favorendo truffe e collegamenti dannosi. Tuttavia, dopo il confronto con la Commissione e altri esperti, Google ha già modificato alcune condizioni, intervenendo su commissioni e restrizioni.

Google dovrà cambiare le proprie regole entro 60 giorni

La decisione europea impone ad Alphabet un periodo di 60 giorni per adeguarsi completamente alle richieste della Commissione. In caso contrario, potrebbero arrivare ulteriori penalità periodiche.

La multa rappresenta anche un nuovo capitolo nello scontro tra Google e le autorità regolatorie internazionali. Negli Stati Uniti, infatti, la società sta affrontando una situazione simile dopo la causa intentata da Epic Games sulle commissioni del Play Store, con possibili obblighi di apertura verso store alternativi per applicazioni Android.

La normativa europea prevede multe fino al 10% del fatturato globale annuo di una società in caso di violazioni del DMA. Per Google, considerando i ricavi dichiarati nel 2025, il limite massimo teorico potrebbe raggiungere circa 40 miliardi di dollari.

Secondo Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, le nuove regole servono a garantire che “i migliori prodotti abbiano successo perché migliori” e non semplicemente perché appartengono alla società che controlla una determinata piattaforma. L’obiettivo dichiarato dell’Unione Europea resta quello di tutelare scelta, innovazione e concorrenza nel mercato digitale.

Fonte: The Verge

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