L’intelligenza artificiale spinge l’Asia verso il carbone

La corsa ai data center accelera la domanda energetica, mentre le rinnovabili non riescono ancora a sostenere il ritmo imposto dall’AI

Redazione
Data center asiatico alimentato dal carbone ia asia

L’espansione dell’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il panorama energetico asiatico. La costruzione di nuovi data center richiede infatti enormi quantità di elettricità, spingendo molti Paesi della regione a fare ancora affidamento sul carbone, una risorsa abbondante, economica e disponibile localmente. Sebbene questa scelta favorisca la rapida crescita delle infrastrutture digitali, alimenta anche nuove preoccupazioni sul fronte ambientale, soprattutto perché la diffusione delle energie rinnovabili procede con tempi più lenti rispetto alla domanda generata dall’AI.

Carbone e intelligenza artificiale: una convivenza sempre più stretta

L’Asia possiede quasi tre quinti delle riserve di carbone conosciute a livello mondiale, un vantaggio che rende questa fonte energetica particolarmente strategica. Oltre a essere meno costoso rispetto al petrolio e al gas importati, il carbone offre una maggiore sicurezza energetica, poiché riduce la dipendenza da forniture estere che potrebbero essere compromesse da guerre o tensioni geopolitiche.

Proprio per queste caratteristiche, il carbone continua a rappresentare la principale fonte “ponte” utilizzata per sostenere il rapido sviluppo delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. La priorità, almeno nel breve periodo, è garantire continuità di alimentazione ai data center, che devono operare senza interruzioni per gestire i carichi di lavoro dei moderni sistemi AI.

Questa soluzione, però, comporta un prezzo elevato dal punto di vista ambientale. Pur offrendo affidabilità e disponibilità immediata, il carbone rimane infatti una delle fonti energetiche più inquinanti, contribuendo all’aumento delle emissioni e rendendo più difficile il raggiungimento degli obiettivi climatici.

La domanda energetica cresce più rapidamente delle rinnovabili

Secondo Alexander Kheder, analista di mercato di BMI specializzato negli investimenti globali nelle infrastrutture AI e nell’espansione dei data center, la crescita della domanda legata all’intelligenza artificiale sta avvenendo molto più rapidamente rispetto alla capacità di installare nuova produzione di energia pulita.

Come sottolinea l’esperto, la richiesta di energia generata dall’AI si sta materializzando più velocemente di quanto possano essere realizzati nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili. Questo squilibrio rende inevitabile, almeno nell’immediato, il ricorso a fonti tradizionali.

Sebbene solare ed eolico abbiano registrato importanti progressi negli ultimi anni, non sono ancora in grado di garantire quella produzione costante e continua di elettricità necessaria ai data center. Le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale richiedono infatti energia disponibile 24 ore su 24, senza oscillazioni che possano compromettere il funzionamento dei server.

Di conseguenza, molte aziende scelgono la soluzione più affidabile nell’immediato, anche se questa comporta un maggiore impatto sull’ambiente.

Cyberjaya simbolo della corsa ai data center

Uno degli esempi più significativi arriva dalla Malesia, dove la città intelligente di Cyberjaya è diventata uno dei principali poli tecnologici della regione. Qui sono già operativi decine di data center e numerosi altri impianti sono previsti nei prossimi anni per sostenere la crescente domanda di servizi basati sull’intelligenza artificiale.

L’espansione di queste strutture, tuttavia, non passa inosservata tra i residenti. Adit Rahim, dirigente nel settore delle comunicazioni e abitante della zona, ritiene che gli effetti dello sviluppo saranno “molto, molto visibili”, esprimendo preoccupazione per la crescente pressione esercitata sulle infrastrutture e sui servizi pubblici.

L’aumento del numero di data center, infatti, non implica soltanto un maggiore fabbisogno energetico, ma richiede anche risorse aggiuntive per sostenere il funzionamento dell’intero ecosistema tecnologico.

Un equilibrio difficile tra innovazione e sostenibilità

La rapida diffusione dell’intelligenza artificiale mette così l’Asia di fronte a una sfida complessa. Da un lato, la disponibilità di carbone permette di alimentare rapidamente le nuove infrastrutture digitali, sostenendo la competitività economica e tecnologica della regione. Dall’altro, questa scelta rischia di prolungare la dipendenza dai combustibili fossili, rallentando il percorso verso una transizione energetica più sostenibile.

Il divario tra la velocità con cui cresce il settore dell’AI e quella con cui vengono sviluppate nuove fonti di energia pulita rappresenta oggi uno dei principali ostacoli. Finché le rinnovabili non saranno in grado di garantire un’alimentazione continua e affidabile per i data center, il carbone continuerà a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale asiatica, nonostante il suo pesante impatto ambientale.

Fonte: SCMP

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