La corsa della Cina verso l’autosufficienza nei semiconduttori entra in una nuova fase, segnata da fusioni e acquisizioni tra i principali produttori di apparecchiature per chip. Sotto la spinta delle restrizioni statunitensi sull’export tecnologico, il settore si sta riorganizzando per creare gruppi industriali più grandi e integrati, capaci di ridurre la dipendenza dalle forniture estere.
Consolidamento dei produttori di strumenti per chip in Cina
Il comparto cinese delle apparecchiature per semiconduttori sta vivendo una fase di forte concentrazione industriale. L’obiettivo è quello di costruire campioni nazionali in grado di coprire più segmenti della produzione, dalle fasi iniziali fino ai processi avanzati. Questo movimento è sostenuto da capitali pubblici e da una strategia industriale orientata alla riduzione delle vulnerabilità tecnologiche.
In questo contesto, le operazioni di fusione diventano uno strumento centrale per accelerare lo sviluppo interno e rafforzare la competitività globale.
L’operazione Piotech e Wuxi Shangji
Protagonista dell’ultima mossa è Piotech, società quotata a Shanghai, che ha annunciato l’intenzione di acquisire una partecipazione di controllo in Wuxi Shangji Semiconductor. L’operazione, ancora in fase preliminare, sarà finanziata attraverso emissione di azioni e liquidità, con un prezzo finale non ancora definito.
L’obiettivo strategico è chiaro: trasformare Piotech da specialista nella deposizione di film sottili a piattaforma tecnologica più ampia. L’integrazione con Wuxi Shangji permetterebbe di rafforzare la presenza in segmenti come PVD, etching e CVD, ampliando il raggio d’azione industriale.
Il ruolo del Big Fund e la spinta statale
Dietro questa operazione si conferma il ruolo centrale del National Integrated Circuit Industry Investment Fund, noto come Big Fund, principale azionista di Piotech con una quota del 16,5% a fine marzo. Il fondo rappresenta uno dei principali strumenti della politica industriale cinese nel settore dei semiconduttori.
Il suo obiettivo è favorire la nascita di aziende integrate e competitive, capaci di ridurre l’esposizione del Paese alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti e di sostenere la crescita della filiera domestica.
Tecnologie: deposizione film sottili e nuove linee produttive
Il rafforzamento tecnologico passa anche dalle apparecchiature di produzione. Piotech è specializzata in sistemi di deposizione di film sottili, come PECVD e ALD, utilizzati per creare strati conduttivi o isolanti a livello microscopico nei chip.
Questi strumenti sono fondamentali nella produzione dei semiconduttori, così come le tecnologie sviluppate da Wuxi Shangji, attiva nei sistemi PVD, etching e CVD. Le applicazioni coprono settori che vanno dai dispositivi di potenza al packaging avanzato fino ai circuiti integrati.
Crescita finanziaria e raccolta capitali
La crescita del gruppo è sostenuta da risultati economici in forte espansione. Nel primo trimestre Piotech ha registrato un aumento dei ricavi del 57% su base annua, raggiungendo 1,11 miliardi di yuan e passando a un utile netto di 571 milioni, rispetto alla perdita dello stesso periodo dell’anno precedente.
Parallelamente, l’azienda ha annunciato un piano di raccolta fino a 4,6 miliardi di yuan attraverso collocamento privato, destinato a nuovi impianti, ricerca avanzata e capitale circolante.
Verso campioni nazionali per sfidare i vincoli USA
La strategia cinese nel settore dei semiconduttori punta sempre più alla creazione di operatori verticalmente integrati, capaci di controllare più fasi della produzione. Le restrizioni statunitensi stanno accelerando questo processo, spingendo le aziende a rafforzare la cooperazione interna e a consolidare le competenze tecnologiche.
In questa fase, operazioni come quella tra Piotech e Wuxi Shangji diventano tasselli chiave di un disegno più ampio: costruire una filiera nazionale solida, meno dipendente dall’estero e in grado di sostenere la crescita dell’industria dei chip nel lungo periodo.
Fonte: SCMP