Anthropic sta introducendo la possibilità di richiedere agli utenti di Claude la verifica dell’età e dell’identità attraverso l’upload di documenti ufficiali come passaporto o patente di guida. La novità emerge da una versione aggiornata della privacy policy della società, che entrerà in vigore il 8 luglio, e che specifica come tali controlli possano essere attivati “in determinate circostanze”, senza ulteriori dettagli.
Verifica dell’identità e nuovi obblighi per gli utenti
Secondo la nuova policy, alcuni utenti potrebbero essere invitati a dimostrare la propria identità per continuare a utilizzare il servizio o per fare ricorso contro eventuali segnalazioni di attività sospette. La misura non comporterebbe un ban automatico, ma rientrerebbe in un processo di revisione degli account potenzialmente fraudolenti.
Anthropic specifica che il sistema sarà applicato solo a una “piccola parte degli utenti”, ovvero quelli segnalati dai controlli interni. Tuttavia, la società non ha fornito numeri precisi su questa categoria, mentre si stima che Claude venga utilizzato ogni mese da decine di milioni di persone.
Oltre ai documenti, il processo può includere anche un selfie o un video dell’utente, insieme alla creazione di un template biometrico basato sulla geometria del volto. In alcuni Stati americani, come l’Illinois, questo tipo di dato è considerato altamente sensibile e legalmente protetto. Anthropic prevede inoltre di conservare il risultato della verifica, incluso se l’utente ha superato i requisiti di età.
Il contesto normativo e le pressioni esterne
La modifica della privacy policy arriva in un momento delicato per la società, che si trova a gestire un equilibrio complesso tra regolamentazioni internazionali e pressioni politiche negli Stati Uniti. L’aggiornamento si inserisce anche nel tentativo di conformarsi a leggi e requisiti sempre più diffusi in materia di verifica dell’età e sicurezza digitale.
Secondo quanto comunicato, Anthropic giustifica la raccolta dei documenti anche con la necessità di far rispettare i propri termini di servizio, prevenire frodi, abusi e possibili attività illegali. In parallelo, la società sta cercando di rafforzare i sistemi di controllo sull’uso della propria intelligenza artificiale Claude in un contesto di crescente attenzione regolatoria.
La decisione arriva mentre la società continua a essere in una posizione complessa nei rapporti con l’amministrazione Trump, dopo tensioni legate all’accesso alle tecnologie AI e alla sicurezza dei modelli. In passato, infatti, il Dipartimento della Difesa ha inserito Anthropic tra i soggetti considerati “rischio per la supply chain”, in seguito al rifiuto di autorizzare usi legati a sorveglianza domestica o sistemi autonomi d’arma.
Il ruolo di Persona e la gestione dei dati biometrici
Per la verifica dell’identità, Anthropic si affiderà alla società esterna Persona, già utilizzata anche da altre piattaforme digitali per i controlli sugli utenti. In questo processo, gli utenti potrebbero essere invitati a fornire documenti, immagini e dati biometrici, che verranno elaborati dal sistema di verifica.
Resta però un punto ancora poco chiaro: la durata della conservazione dei dati. Anthropic afferma che sarà la stessa Persona a stabilire i tempi di retention, ma non ha precisato quando i documenti vengano effettivamente eliminati. Un elemento che solleva interrogativi sulla gestione delle informazioni sensibili, soprattutto se confrontato con altri servizi che dichiarano la cancellazione immediata delle immagini dopo l’elaborazione.
Discord aveva in passato adottato Persona per controlli simili, salvo poi tornare sui propri passi dopo le critiche degli utenti legate proprio alla scelta del provider. Anche la struttura proprietaria della società di verifica, sostenuta da fondi come Founders Fund, ha attirato attenzioni e polemiche per i legami con figure influenti del settore tecnologico e politico.
Fonte: TechCrunch