HySIL, la nuova lente che trasforma la microscopia 3D

Dal laboratorio della Columbia University una tecnologia che promette immagini più nitide e costi drasticamente ridotti

Redazione
Lente hysil 3d per imaging del cervello e tessuti tumorali

La microscopia per l’imaging tridimensionale dei tessuti compie un passo avanti significativo grazie a una nuova tecnologia sviluppata alla Columbia University. Un team guidato dal professor Raju Tomer ha infatti progettato un sistema di lenti che promette di rendere più accessibile e meno costosa la visualizzazione 3D ad alta risoluzione di tessuti complessi, come cervello e biopsie tumorali. Lo studio, pubblicato su Nature Biotechnology, affronta uno dei principali limiti dell’imaging moderno: la difficoltà di ottenere immagini profonde e nitide senza strumenti estremamente costosi.

Che cos’è HySIL e come cambia la microscopia 3D

La tecnologia HySIL (Hybrid Solid–Liquid Optics) nasce per superare il compromesso storico tra qualità dell’immagine e accessibilità. Il sistema combina una lente solida curva con un liquido di immersione progettato con precisione, che insieme funzionano come un unico sistema ottico continuo.

Questa soluzione consente alle lenti più economiche, tipicamente utilizzate in aria, di raggiungere livelli di risoluzione comparabili a quelli dei sistemi più avanzati. Il risultato è la possibilità di osservare tessuti su scala centimetrica con una qualità elevata e senza modificare le procedure di preparazione dei campioni.

Il principio chiave è innovativo: il liquido non è più un elemento passivo, ma parte attiva del sistema ottico. Questo permette di ridurre drasticamente costi e complessità, ampliando l’accesso a strumenti di imaging avanzato anche in laboratori meno attrezzati.

Imaging 3D del cervello e applicazioni oncologiche

Uno dei campi di applicazione più rilevanti è lo studio del cervello. L’imaging tridimensionale consente di mappare con precisione le connessioni neuronali, ricostruendo circuiti complessi e analizzando la struttura dei tessuti cerebrali in modo molto più completo rispetto alle tradizionali sezioni bidimensionali.

Il sistema è stato testato su cervelli di topo, salamandra e pesce delle caverne, oltre che su modelli di tessuto umano coltivato in laboratorio. Le immagini ottenute permettono di osservare anche dettagli microscopici come le spine dendritiche, fondamentali nelle connessioni tra neuroni.

In ambito oncologico, la tecnologia consente di analizzare biopsie tumorali intatte in 3D, offrendo una visione più accurata della diffusione delle cellule cancerose nel tessuto circostante. Un progresso che potrebbe migliorare la capacità di diagnosi e supportare lo sviluppo di trattamenti più mirati.

Vantaggi: costi ridotti e maggiore accessibilità

Uno degli obiettivi principali del progetto è la democratizzazione dell’imaging avanzato. Tradizionalmente, sistemi come le lenti a immersione in olio garantiscono immagini estremamente nitide, ma sono costosi, limitati nella profondità e complessi da utilizzare. Le alternative più economiche, invece, soffrono di perdita di qualità quando applicate a campioni trasparenti.

HySIL colma questo divario, offrendo prestazioni elevate senza la necessità di infrastrutture sofisticate. Secondo il team di ricerca, questa innovazione può portare la microscopia di alta precisione anche in laboratori didattici o in contesti con risorse limitate.

Per il professor Tomer, si tratta di un cambiamento strutturale: “Abbiamo superato un compromesso di lunga data tra prestazioni e accessibilità”, sottolineando come la tecnologia possa unire qualità e semplicità operativa.

Applicazioni future e integrazione con altre tecnologie

HySIL non è limitata a un singolo tipo di microscopio. Il sistema può essere integrato con diverse piattaforme di imaging 3D, tra cui microscopia confocale e a due fotoni. Il team ha già sviluppato un dispositivo modulare chiamato SCOPE, applicabile ai microscopi a light-sheet esistenti, e una versione sperimentale ad altissima risoluzione, Super-SCOPE.

Inoltre, la tecnologia è stata integrata anche nel microscopio compatto pLSM, sviluppato nel 2024 e oggi commercializzato con il nome SLICE. Questa integrazione dimostra la versatilità del sistema e la sua adattabilità a contesti diversi.

Le applicazioni spaziano dalla neurobiologia allo sviluppo embrionale, fino alla patologia oncologica, aprendo la strada a nuove forme di analisi tridimensionale dei tessuti.

HySIL e il futuro dell’analisi dei tessuti

L’impatto potenziale della tecnologia riguarda anche l’intelligenza artificiale. Secondo i ricercatori, la possibilità di generare grandi quantità di dati tridimensionali ad alta qualità potrebbe alimentare nuovi modelli AI per diagnosi, classificazione e prognosi delle malattie.

Il sistema è stato sviluppato con la collaborazione di diversi laboratori e del partner industriale MBF Bioscience. Come ha spiegato il CEO Jack Glaser, il valore della scoperta sta anche nella sua applicabilità quotidiana: una tecnologia diventa davvero rivoluzionaria solo se può essere utilizzata facilmente nei laboratori reali.

Fonte: Interesting Engineering

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