Quantum computing, maxi round in Cina: 200 milioni per Juliang Guangqi

La startup sostenuta da Heli Capital e SMIC PE punta a rivoluzionare il settore con la produzione industriale dei sistemi quantistici superconduttori

Redazione
Computer quantistici cina, Juliang Guangqi e finanziamento da 200 milioni di RMB

La startup cinese Juliang Guangqi ha completato un importante round angel da 200 milioni di RMB, un’operazione che segna un passaggio significativo nel settore del quantum computing. L’azienda si distingue per un approccio industriale innovativo e per il forte sostegno di capitali strategici attivi nei semiconduttori e nella tecnologia avanzata.

Una raccolta fondi strategica nel quantum computing cinese

Il finanziamento da 200 milioni di RMB è stato guidato da Heli Capital e Junshan Capital, con la partecipazione di SMIC PE, Yixin Investment e altri investitori industriali. Anche gli azionisti esistenti, tra cui Qiangcheng Capital e Detong Capital, insieme a una nota società di equipment per semiconduttori, hanno incrementato il loro impegno.

Si tratta di un’operazione rara per il settore: più attori industriali rilevanti hanno deciso di sostenere contemporaneamente una realtà ancora in fase iniziale. Il ruolo di Yirong Capital come advisor finanziario permanente rafforza ulteriormente la struttura dell’operazione.

Il capitale raccolto non rappresenta solo una spinta economica, ma anche un segnale di fiducia verso un modello che punta a integrare ricerca avanzata e produzione industriale scalabile.

L’adozione delle linee di semiconduttori industriali

Uno degli elementi distintivi di Juliang Guangqi è l’utilizzo, per la prima volta nel settore in Cina, di linee produttive industriali per lo sviluppo di computer quantistici superconduttori. Questa scelta rappresenta un cambio di paradigma rispetto agli approcci più sperimentali tipici del settore.

L’azienda ha già completato il tape-out su una linea da 8 pollici industriale, un traguardo considerato il primo nel Paese in questo ambito specifico. L’obiettivo è portare il quantum computing fuori dal laboratorio, avvicinandolo a processi produttivi standardizzati.

Attraverso un modello IDM, la startup costruisce un ecosistema completo che include chip, sistemi integrati e applicazioni. Questo approccio punta a ridurre la distanza tra prototipazione e applicazione reale, accelerando la maturazione tecnologica.

La visione del fondatore e il modello industriale

La società è stata fondata nel 2025 da Yu Wenlong, laureato alla University of Science and Technology of China in fisica applicata e con un dottorato al Georgia Tech. Dopo anni di ricerca negli Stati Uniti nel campo del quantum computing, ha deciso di rientrare per sviluppare un progetto industriale.

La visione alla base della startup è chiara: sfruttare l’ecosistema maturo dei semiconduttori per accelerare lo sviluppo del quantum computing. La società si definisce infatti come una possibile “Fairchild Semiconductor dell’era quantistica”, richiamando il modello storico che ha contribuito alla nascita dell’industria dei circuiti integrati.

Il team è composto in gran parte da talenti formati all’estero, con competenze avanzate nella fisica quantistica e nell’ingegneria dei sistemi complessi.

Il ruolo degli investitori industriali

La presenza congiunta di Heli Capital, Junshan Capital e SMIC PE evidenzia la natura strategica dell’operazione. Non si tratta solo di investitori finanziari, ma di attori profondamente legati alla filiera dei semiconduttori industriali.

Questa combinazione consente alla startup di accedere non solo a risorse economiche, ma anche a competenze industriali, infrastrutture e know-how produttivo. Un elemento che può accelerare in modo significativo la scalabilità tecnologica.

Il coinvolgimento di più capitali industriali nello stesso round segnala inoltre una crescente convergenza tra finanza tecnologica e manifattura avanzata, un trend sempre più centrale nell’ecosistema cinese.

Prospettive per l’ecosistema del quantum computing in Cina

Il modello adottato da Juliang Guangqi potrebbe rappresentare un riferimento per il futuro del settore. L’integrazione tra ricerca scientifica e produzione industriale punta infatti a ridurre i tempi di sviluppo e a rendere più concreto il passaggio dalla sperimentazione all’applicazione.

La Cina continua così a rafforzare la propria posizione nel panorama globale del quantum computing, sostenuta da investimenti mirati e da una forte infrastruttura industriale.

Per aziende e osservatori del settore, iniziative come questa diventano un indicatore importante delle future dinamiche competitive, soprattutto in un ambito in cui capacità produttiva e innovazione procedono sempre più in parallelo.

Cosa significa questo scenario per aziende e osservatori

Operatori tech e investitori devono monitorare questa evoluzione, poiché l’adozione di metodi produttivi avanzati cambia le regole della competizione quantistica.

Tenere d’occhio iniziative come quella di Juliang Guangqi consente di anticipare le tendenze e valutare nuove opportunità nel mondo del quantum computing.

Fonte: Pandaily

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