L’energia solare è destinata a diventare la principale fonte elettrica mondiale entro il 2035. A dirlo è un report di BloombergNEF, secondo cui questa trasformazione avverrà mentre il consumo energetico globale continua a crescere rapidamente, spinto soprattutto dall’espansione dell’intelligenza artificiale e dall’elettrificazione di interi settori industriali.
Nonostante il boom delle rinnovabili, però, i data center legati all’AI potrebbero continuare a sostenere la domanda di combustibili fossili ancora per decenni.
Il fotovoltaico cresce grazie ai costi sempre più bassi
Per BloombergNEF il motivo principale dell’ascesa del solare è semplice: l’energia fotovoltaica costa sempre meno. Matthias Kimmel, responsabile dell’economia energetica della società di ricerca, ha spiegato che “il solare sta vincendo la corsa” soprattutto per ragioni economiche.
Un esempio citato nel rapporto è il Pakistan, che negli ultimi due anni ha installato circa 25 gigawatt di capacità solare dopo l’impennata dei prezzi del gas naturale causata dall’invasione russa dell’Ucraina. Secondo BloombergNEF, la transizione potrebbe accelerare ulteriormente se i governi adottassero misure più aggressive per ridurre le emissioni di carbonio.
Le previsioni indicano inoltre che entro il 2035 il prezzo dei pannelli solari potrebbe diminuire di un ulteriore 30%, rendendo il fotovoltaico ancora più competitivo rispetto a carbone e gas naturale. Guardando più avanti, entro il 2050 il solare dovrebbe produrre oltre il doppio dell’elettricità generata dal gas naturale.
L’intelligenza artificiale farà esplodere la domanda energetica
La crescita dell’AI viene considerata uno dei principali motori del nuovo boom energetico. I data center sono infatti al centro dell’interesse degli investitori e, secondo BloombergNEF, rappresenteranno una delle maggiori opportunità economiche dei prossimi decenni.
Le stime della società prevedono che i data center contribuiranno alla realizzazione di:
- 1 terawatt aggiuntivo di impianti solari utility-scale
- circa 400 gigawatt di nuova capacità solare
- 370 gigawatt di centrali a gas
- 110 gigawatt di capacità a carbone
Nonostante la crescita delle rinnovabili, il rapporto sottolinea che gas e carbone continueranno ad avere un ruolo importante grazie alla loro capacità di operare 24 ore su 24. BloombergNEF stima infatti che entro il 2050 i combustibili fossili copriranno ancora il 51% della generazione energetica incrementale destinata ai data center.
In pratica, le grandi aziende tecnologiche e gli sviluppatori di infrastrutture AI avranno un’influenza enorme sulle fonti energetiche che resteranno economicamente sostenibili nella metà del secolo.
Batterie, geotermia e nucleare sfidano i combustibili fossili
Le previsioni non vengono comunque considerate definitive. Diverse tecnologie stanno cercando di conquistare spazio nel mercato energetico dei data center, tra cui accumulo energetico di lunga durata, geotermia e nucleare.
Google, ad esempio, ha recentemente sostenuto il settore delle batterie investendo circa 1 miliardo di dollari in sistemi di accumulo da 100 ore sviluppati da Form Energy per un progetto dedicato ai data center.
Anche geotermia e nucleare stanno attirando attenzione dopo le recenti IPO di società come Fervo Energy e X-energy, considerate tra le realtà più promettenti del comparto.
Secondo BloombergNEF, il mercato delle batterie oggi si trova in una situazione simile a quella vissuta dal solare intorno al 2020. Nel 2025 sono stati installati nel mondo 112 gigawatt di batterie di rete, mentre entro il 2035 la capacità annuale dovrebbe quasi triplicare.
Cina e produzione di massa hanno accelerato il boom del solare
Il crollo dei costi del fotovoltaico viene attribuito principalmente a due fattori. Il primo è la politica industriale cinese, che negli anni ha favorito il settore attraverso sussidi ai produttori e una forte espansione dell’offerta globale.
Il secondo elemento è la produzione di massa, che ha consentito di abbattere rapidamente i costi tecnologici. Kimmel ha spiegato che normalmente “i costi diminuiscono a ogni raddoppio della capacità installata”, ma nel caso del solare il processo sarebbe stato persino più veloce.
L’enorme diffusione del fotovoltaico sta inoltre modificando anche il mercato delle batterie. In Paesi come Spagna e Italia, secondo BloombergNEF, molti impianti solari standalone non risultano più sufficientemente redditizi perché l’abbondanza di energia nelle ore diurne ha fatto scendere i prezzi dell’elettricità.
Per questo motivo diversi sviluppatori stanno puntando su impianti ibridi che combinano pannelli solari e sistemi di accumulo, così da vendere energia nelle fasce serali, quando i prezzi risultano più elevati.
La transizione energetica può rafforzare l’indipendenza dei Paesi
Nel rapporto manca però un elemento geopolitico importante: la guerra con l’Iran, iniziata quando BloombergNEF aveva ormai quasi completato l’analisi. Nonostante ciò, il team ha comunque simulato diversi scenari sull’evoluzione della dipendenza energetica globale.
Secondo lo scenario di “transizione economica”, in cui la decarbonizzazione viene guidata soprattutto dalla convenienza economica, tutti i Paesi ridurrebbero la propria dipendenza dalle importazioni energetiche, inclusa l’Arabia Saudita.
In uno scenario “net-zero”, caratterizzato da regolamentazioni climatiche più severe, le nazioni potrebbero addirittura eliminare quasi completamente la dipendenza energetica estera.
Fonte: TechCrunch