L’attuale contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche, divisioni economiche e nuove barriere commerciali, sta trasformando profondamente anche il settore del venture capital. In questo scenario si inserisce la strategia di Kompas VC, società europea con sedi ad Amsterdam, Berlino, Copenaghen e Barcellona, che ha annunciato un nuovo fondo da 160 milioni di euro destinato a startup attive nell’economia reale. La società punta infatti su imprese che operano nella manifattura, nelle infrastrutture, nelle supply chain e nella sostenibilità, prendendo le distanze dalla corsa esclusiva verso l’intelligenza artificiale e la crescita digitale esplosiva.
Kompas VC scommette sulle startup del mondo fisico
Secondo Sebastian Peck, partner di Kompas VC, il mondo economico si sta progressivamente dividendo in tre grandi aree di influenza: Stati Uniti, Europa e Cina. Ognuna segue traiettorie differenti, sia dal punto di vista politico sia industriale, rendendo più complessa la ricerca di startup capaci di generare ritorni elevati nel lungo periodo.
Per questo motivo il fondo europeo ha deciso di concentrarsi su attività strettamente legate al “mondo fisico”. L’obiettivo è sostenere startup che sviluppano soluzioni per la produzione industriale, la decarbonizzazione, la gestione del rischio e il miglioramento della produttività.
Peck ha spiegato che nel 2021, anno di fondazione di Kompas VC, il mercato mostrava grande entusiasmo verso temi come sostenibilità e competitività industriale. Nel 2026, invece, il panorama appare completamente diverso e dominato dall’attenzione verso l’AI e la crescita accelerata delle startup tecnologiche.
Nonostante questo cambiamento, Kompas VC ritiene di aver trovato una propria nicchia precisa. Il fondo punta infatti su aziende che costruiscono prodotti concreti e infrastrutture tangibili, ritenute meno esposte alla volatilità che caratterizza molti business puramente digitali.
Un nuovo fondo da 160 milioni per guidare i round early-stage
Il secondo fondo raccolto da Kompas VC, pari a 160 milioni di euro, consentirà alla società di guidare round di investimento iniziali con assegni compresi tra 3 e 5 milioni di euro. Pur essendo più piccolo rispetto ad alcuni grandi operatori del venture capital internazionale, il fondo ritiene di avere dimensioni sufficienti per sostenere startup europee ad alto potenziale. La strategia si inserisce anche nel crescente fenomeno del reshoring, cioè il ritorno della produzione industriale nei mercati domestici o regionali.
La società osserva però come la frammentazione globale possa limitare la scalabilità di alcuni modelli di business. Peck cita l’esempio delle abitazioni prefabbricate, molto diffuse nei Paesi scandinavi ma ancora poco adottate in Germania, nel resto d’Europa e soprattutto negli Stati Uniti.
Non si tratta di un problema tecnologico, bensì culturale. Sebbene il prefabbricato venga considerato intuitivamente efficiente e scalabile, le differenti abitudini dei mercati internazionali ne ostacolano l’espansione globale. Per un investitore venture, quindi, diventa fondamentale capire se il mercato disponibile sia realmente abbastanza ampio da garantire ritorni adeguati.
Tra sostenibilità e frammentazione globale cambia il venture capital
La frammentazione non riguarda soltanto il settore immobiliare. Anche il tema della sostenibilità viene percepito in maniera differente a seconda delle regioni del mondo. In Europa continua a rappresentare un elemento strategico e attrattivo per gli investimenti, mentre negli Stati Uniti ha perso parte dell’attenzione che aveva conquistato negli anni precedenti.
Kompas VC ritiene comunque che gli scenari possano cambiare rapidamente. Gli investimenti venture capital, infatti, si sviluppano su orizzonti temporali molto lunghi, spesso compresi tra dieci e quindici anni. In un arco di tempo così esteso, governi, normative e priorità economiche possono modificarsi radicalmente.
Proprio questa instabilità crea spazio per fondi altamente specializzati e focalizzati come Kompas VC. L’idea è quella di diventare il primo investitore capace di individuare temi industriali emergenti e sostenere fondatori che operano in segmenti ancora poco presidiati dai grandi operatori del venture capital.
La scelta di puntare sull’economia tangibile rappresenta quindi una strategia precisa in un mercato sempre più frammentato. Invece di inseguire esclusivamente i trend più popolari del momento, Kompas VC preferisce concentrarsi su startup che costruiscono infrastrutture, prodotti e capacità produttive destinate ad avere un impatto concreto sull’economia reale.
Come orientarsi tra investimenti venture capital e instabilità
Gli operatori del settore dovrebbero osservare con attenzione le scelte di Kompas VC. L’investimento in startup del mondo fisico offre un’alternativa in tempi di incertezza.
Leggere la realtà attuale senza illudersi di riprodurre vecchi paradigmi aiuta a tutelare il capitale e costruire valore nel lungo periodo.
Fonte: TechCrunch