Sciopero chip Samsung: braccio di ferro su bonus e quote AI

Il sindacato chiede premi annuali legati ai profitti AI e minaccia uno sciopero miliardario contro il colosso coreano

Redazione
Chip samsung, protesta dei lavoratori per bonus e profitti AI

La vertenza tra Samsung e i lavoratori della divisione semiconduttori si trasforma in uno dei casi industriali più delicati dell’anno nel settore tecnologico asiatico. Al centro dello scontro c’è la redistribuzione degli enormi profitti generati dal boom dell’intelligenza artificiale, che sta alimentando la domanda globale di chip per data center e infrastrutture AI.

Secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da Tom’s Hardware, il sindacato interno dell’azienda sudcoreana ha respinto un bonus una tantum da 340.000 dollari per dipendente, chiedendo invece un meccanismo annuale garantito simile a quello ottenuto dai lavoratori di SK hynix. Sullo sfondo resta la minaccia di uno sciopero generale di 18 giorni che potrebbe costare a Samsung fino a 11,7 miliardi di dollari.

Il confronto tra Samsung e il sindacato dei chip

Le trattative tra il National Samsung Electronics Union e il management si sono arenate su un punto considerato cruciale dai lavoratori: la continuità dei bonus legati agli utili. L’azienda avrebbe accettato di destinare circa il 13% dei profitti operativi della divisione semiconduttori ai dipendenti, cifra che si tradurrebbe in circa 340.000 dollari a lavoratore. Tuttavia, Samsung intende considerare questa misura come straordinaria e non permanente.

Il sindacato, invece, pretende che l’accordo venga inserito in modo stabile nel contratto collettivo, garantendo bonus annuali legati ai risultati economici della divisione chip. La richiesta nasce dalla convinzione che il successo commerciale ottenuto grazie alla corsa globale all’intelligenza artificiale sia anche il risultato diretto delle competenze tecniche e produttive dei dipendenti.

La protesta è esplosa definitivamente dopo la manifestazione di oltre 30.000 lavoratori scesi in piazza a fine aprile. Per i sindacati, la crescita dei ricavi derivanti dai chip AI non può tradursi esclusivamente in vantaggi per il management e gli azionisti.

Il paragone con SK hynix accende la protesta

A rendere ancora più teso il confronto è il paragone con SK hynix, uno dei principali concorrenti sudcoreani di Samsung nel settore delle memorie. L’azienda avrebbe infatti garantito ai propri dipendenti bonus pari a circa 477.000 dollari nel 2024, con importi destinati a sfiorare i 900.000 dollari l’anno successivo. Non solo: tali incentivi sarebbero stati assicurati per un periodo di dieci anni.

Per i lavoratori Samsung, la differenza è difficile da accettare, soprattutto considerando che il gruppo di Seul resta molto più grande e influente del rivale. Il sindacato sostiene che l’offerta dell’azienda rappresenti meno del 30% di quanto garantito da SK hynix ai suoi dipendenti.

Le richieste iniziali dei rappresentanti sindacali erano ancora più ambiziose: una quota del 15% degli utili operativi, la rimozione del tetto massimo ai bonus e un aumento salariale del 7%. Samsung aveva invece proposto una quota del 10%, un incremento degli stipendi del 6,2% e altri benefit, tra cui mutui agevolati.

Con il passare delle settimane, le parti sembravano essersi avvicinate sull’allocazione del 13% dei profitti. Il nodo rimasto irrisolto riguarda esclusivamente il carattere annuale o meno dei pagamenti.

Il rischio di uno sciopero da miliardi di dollari

La possibilità di un blocco produttivo rappresenta una minaccia concreta per Samsung. Il sindacato ha annunciato la possibilità di uno sciopero generale dal 21 maggio al 7 giugno, una mobilitazione che rischierebbe di paralizzare la produzione di semiconduttori per almeno 18 giorni.

L’impatto economico potrebbe essere enorme. Secondo il professor Kwon Seok-joon della Sungkyunkwan University, le perdite dirette potrebbero oscillare tra 6,9 e 11,7 miliardi di dollari, senza considerare i danni indiretti e reputazionali. Già durante una protesta precedente, la produzione in un turno notturno era crollata del 58%.

Samsung si trova inoltre in una fase delicata della competizione globale sui chip HBM4, fondamentali per i sistemi AI di nuova generazione. Un rallentamento produttivo potrebbe favorire concorrenti come SK hynix e Micron, mettendo a rischio contratti strategici con hyperscaler e operatori di data center.

Le difficoltà interne del gruppo Samsung

Concedere bonus permanenti alla divisione semiconduttori potrebbe però creare tensioni anche all’interno dello stesso conglomerato coreano. A differenza di SK hynix, Samsung Electronics fa parte di un gruppo molto più ampio che comprende smartphone, televisori ed elettrodomestici, settori che starebbero affrontando margini più ridotti e costi crescenti.

Secondo gli analisti, riconoscere premi così elevati soltanto ai dipendenti della divisione chip potrebbe alimentare malcontento tra i lavoratori delle altre aree aziendali. Non a caso, un sindacato minore che rappresenta soprattutto dipendenti dei settori smartphone e home appliance avrebbe deciso di non aderire allo sciopero congiunto.

La vicenda rischia quindi di diventare un precedente importante per tutta l’industria hi-tech asiatica, aprendo un dibattito sulla redistribuzione dei profitti generati dall’intelligenza artificiale e sul nuovo peso contrattuale dei lavoratori altamente specializzati.

Fonte: Tom’s Hardware

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