Hisense sfida l’OLED con il nuovo UR9 RGB LED

Hisense lancia il primo modello 2026: qualità d’immagine elevata e prezzo premium per competere con i top OLED

Redazione
Hisense UR9 RGB LED in primo piano con pannello acceso e colori intensi

L’arrivo dei nuovi televisori RGB LED segna un passaggio importante nel mercato dell’elettronica di consumo, con Hisense che si muove per prima su un terreno finora dominato da OLED e mini-LED. Il modello UR9 rappresenta il primo tentativo concreto di portare questa tecnologia fuori dai prototipi e renderla accessibile, pur con un prezzo ancora elevato. Il risultato è un prodotto ambizioso, che punta a ridefinire la qualità dell’immagine, ma che si scontra con concorrenti già molto consolidati.

Una nuova tecnologia che punta oltre il mini-LED

Il Hisense UR9 RGB LED TV è il primo modello del 2026 a utilizzare una retroilluminazione con LED rossi, verdi e blu separati. Una soluzione che rappresenta un’evoluzione rispetto ai tradizionali sistemi mini-LED e che promette una resa cromatica più ampia e precisa.

Tra i punti di forza emergono una luminosità molto elevata e una gestione dell’HDR particolarmente accurata, con il televisore capace di spingersi oltre lo spazio colore P3, utilizzato nella maggior parte dei contenuti. Questo significa colori più ricchi e saturi, soprattutto nei contenuti compatibili con gamme cromatiche più estese.

Nonostante ciò, la tecnologia si trova ancora in una fase iniziale: gran parte dei contenuti disponibili oggi non sfrutta appieno il potenziale del BT.2020, rendendo questo vantaggio ancora parzialmente inespresso.

Prestazioni visive convincenti, ma non perfette

Nell’utilizzo reale, il televisore si distingue per una qualità dell’immagine molto elevata. Scene particolarmente ricche di colori, come quelle presenti nella serie Planet Earth II, mostrano tutta la capacità del pannello di riprodurre tonalità vivide e dettagliate.

La resa cromatica appare superiore anche rispetto ad alcuni OLED di fascia alta, soprattutto in termini di brillantezza e saturazione. Tuttavia, non mancano alcuni limiti: durante i movimenti di camera si può notare un leggero judder, migliorabile attraverso impostazioni dedicate.

Un altro potenziale problema, il cosiddetto “color crosstalk”, non si è manifestato durante i test, segno di una buona gestione dell’elaborazione dell’immagine o della retroilluminazione.

OLED resta il punto di riferimento per il contrasto

Nonostante i progressi, la tecnologia RGB LED non riesce ancora a superare un limite strutturale: il contrasto. I televisori OLED, grazie al controllo a livello di singolo pixel, continuano a offrire neri più profondi e una migliore percezione della profondità.

Il UR9, basato su pannello LCD, deve fare i conti con fenomeni tipici come il blooming e angoli di visione più limitati. Sebbene la gestione sia migliorata rispetto al passato, il confronto con OLED resta a favore di questi ultimi, soprattutto nella resa complessiva dell’immagine.

Prezzo elevato e concorrenza diretta con i top di gamma

Il posizionamento di prezzo rappresenta uno degli aspetti più critici. Il modello da 65 pollici parte da circa 3.500 dollari, una cifra che lo colloca direttamente in competizione con i migliori OLED di marchi come LG e Samsung.

Si tratta di una scelta strategica importante: invece di porsi come alternativa economica, Hisense punta direttamente alla fascia premium. Tuttavia, questo rende più difficile convincere gli utenti a scegliere una tecnologia ancora emergente rispetto a soluzioni già mature e apprezzate.

Anche i modelli futuri, come UR8 o le controparti di Samsung, dovranno confrontarsi con OLED di fascia media, spesso più accessibili ma ancora molto competitivi sul piano qualitativo.

Un mercato in evoluzione tra innovazione e maturità

Il 2026 si conferma un anno particolarmente dinamico per il settore TV. Le differenze qualitative tra i vari produttori si stanno riducendo, mentre nuove tecnologie come RGB LED iniziano a ritagliarsi uno spazio.

Il UR9 dimostra che questa soluzione può superare i mini-LED tradizionali e rappresentare un passo avanti concreto. Tuttavia, la strada per competere davvero con OLED è ancora lunga, e probabilmente serviranno ulteriori evoluzioni e una maggiore diffusione dei contenuti compatibili.

Fonte: The Verge

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