Un sensore quantistico testato nello spazio potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui navighiamo sulla Terra, riducendo la dipendenza dal GPS e sostituendo progressivamente satelliti ormai obsoleti. È quanto emerge dal progetto sviluppato dalla società canadese SBQuantum, pronto al debutto orbitale dopo una fase di validazione condotta dalla NASA.
Un nuovo sensore quantistico pronto al lancio
SBQuantum, azienda con sede a Sherbrooke in Canada, si prepara a lanciare nello spazio il proprio magnetometro quantistico basato su diamante nell’ambito della sfida MagQuest. Il lancio è previsto per il 29 marzo 2026 a bordo della missione Transporter 16, un programma rideshare di SpaceX.
Il dispositivo rappresenta una svolta tecnologica: ha dimensioni paragonabili a quelle di un cartone di latte, ma è in grado di fornire dati continui e di altissima precisione sul campo magnetico terrestre. Prima del lancio, il sensore è stato testato presso il Goddard Space Flight Center della NASA, superando condizioni operative estremamente complesse.
Secondo il fondatore David Roy-Guay, questa tecnologia è ormai pronta per applicazioni concrete e potrebbe diventare centrale nei sistemi di navigazione del futuro.
Il problema dei satelliti e il ruolo del World Magnetic Model
Alla base di questa innovazione c’è il World Magnetic Model (WMM), una rappresentazione su larga scala del campo magnetico terrestre sviluppata da enti statunitensi e britannici. Questo modello è fondamentale per diverse applicazioni critiche: viene utilizzato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dal Ministero della Difesa britannico e dalla Federal Aviation Administration per la navigazione aerea.
Anche gli smartphone sfruttano questi dati per la navigazione quotidiana. Tuttavia, il WMM deve essere aggiornato periodicamente perché il campo magnetico terrestre è in continuo movimento. Il problema è che i satelliti incaricati di raccogliere queste informazioni stanno invecchiando, rendendo necessaria una soluzione alternativa più efficiente.
Per questo motivo, la National Geospatial-Intelligence Agency (NGA) ha lanciato la sfida MagQuest, con l’obiettivo di individuare nuove tecnologie capaci di sostituire l’attuale infrastruttura.
Precisione e miniaturizzazione: il salto tecnologico
Rispetto ai sistemi tradizionali, il magnetometro di SBQuantum segna un netto cambio di paradigma. Le tecnologie attuali si basano su strumenti ingombranti e costosi, che forniscono aggiornamenti periodici ma non continui.
Il nuovo sensore, invece, è compatto e offre un monitoraggio costante e dettagliato. Questa combinazione di miniaturizzazione e precisione elevata lo rende particolarmente adatto a essere integrato in piattaforme spaziali e non solo.
L’innovazione non riguarda solo l’hardware: SBQuantum ha sviluppato anche algoritmi avanzati per l’interpretazione e la compensazione dei dati, migliorando ulteriormente l’affidabilità delle misurazioni.
Navigazione senza GPS: un’alternativa strategica
Uno degli aspetti più rilevanti di questa tecnologia è la possibilità di navigare senza GPS. A differenza dei sistemi satellitari, infatti, la navigazione basata sul campo magnetico terrestre funziona anche quando i segnali GPS sono assenti, disturbati o compromessi.
In un contesto globale in cui cresce il rischio di guerra elettronica, questa caratteristica rappresenta un vantaggio strategico per il settore della difesa. Ma le applicazioni non si fermano qui: il sensore potrebbe essere utilizzato anche nella navigazione civile, nell’esplorazione delle risorse naturali e nella sicurezza pubblica.
Secondo SBQuantum, il quantum sensing rappresenta la nuova frontiera tecnologica, con potenzialità che vanno ben oltre il semplice aggiornamento del WMM.
La sfida MagQuest e le prospettive future
Lanciata nel 2019, la competizione MagQuest mette in palio 2,1 milioni di dollari ed è articolata in più fasi. Dopo sette anni di sviluppo, tre team sono arrivati alla fase finale, tra cui SBQuantum.
Per questa fase, l’azienda ha stretto una collaborazione con Spire Global, che fornisce infrastrutture satellitari, stazioni di terra e capacità di elaborazione dati. I risultati finali della sfida sono attesi entro l’autunno e serviranno alla NGA per definire una nuova strategia di raccolta dati sul campo magnetico terrestre.
Parallelamente, SBQuantum sta già lavorando con il Dipartimento della Difesa canadese, l’Agenzia Spaziale Europea e altri partner industriali per portare i propri sensori miniaturizzati su veicoli senza pilota e in contesti operativi dove le tecnologie tradizionali non sono sufficienti.
Fonte: Interesting Engineering