Samsung sta testando delle batterie da 20.000 mAh per smartphone

I prototipi di batterie Samsung potrebbero rivoluzionare l’autonomia degli smartphone, ma servono ancora miglioramenti su cicli di ricarica e struttura

Redazione

Le batterie Silicon-Carbon (Si-C) sono considerate una delle evoluzioni più promettenti nel settore degli smartphone, grazie alla possibilità di offrire capacità molto più elevate rispetto alle attuali soluzioni agli ioni di litio. Secondo alcuni report di test interni trapelati online, Samsung SDI starebbe lavorando a nuovi prototipi di batterie da 12.000 mAh, 18.000 mAh e persino 20.000 mAh. Tuttavia, i risultati preliminari indicano che la tecnologia non è ancora pronta per l’uso commerciale e richiede ulteriori miglioramenti.

I test interni sulle batterie Si-C di Samsung SDI

Dai documenti trapelati su X emerge che Samsung SDI sta testando diverse configurazioni di batterie basate sulla tecnologia Silicon-Carbon, con capacità estremamente elevate rispetto agli standard attuali degli smartphone.

Per quanto riguarda la batteria da 12.000 mAh, identificata come SDI-DC12K-SiC-V2, si tratta di una struttura dual-cell composta da due celle distinte: una da 6.800 mAh con spessore di 4,7 mm e una seconda da 5.200 mAh spessa 3,2 mm. L’obiettivo progettuale è mantenere lo spessore complessivo del pacco batterie sotto i 9,3 mm, anche se durante i test 2 campioni su 7 hanno superato questo limite.

Il modello più capiente, invece, è la batteria SDI-TC18K-SiC da 18.000 mAh, progettata con una struttura triple-cell. In questo caso la configurazione prevede tre celle:

  • 6.699 mAh con spessore di 4,2 mm
  • 6.000 mAh con spessore di 3,9 mm
  • 5.257 mAh con spessore di 3,28 mm

Il design punta a uno spessore totale di circa 12,3 mm, ma nei campioni di test il valore è arrivato fino a 12,8 mm. Questo incremento sarebbe dovuto principalmente agli strati di interfaccia termica inseriti tra le celle, necessari per gestire la dissipazione del calore.

Il problema dei cicli di ricarica

Uno degli aspetti più critici emersi dai test riguarda la durata delle batterie nel tempo. I report indicano infatti che sia il modello da 12.000 mAh sia quello da 18.000 mAh hanno fallito i test dopo circa 960 cicli di ricarica.

Si tratta di un valore ancora lontano dall’obiettivo fissato dall’azienda, che punta a raggiungere circa 1.500 cicli di carica per garantire una durata adeguata nei dispositivi commerciali. Per questo motivo i prototipi sono ancora in fase di sviluppo e verifica.

Per migliorare le prestazioni, Samsung SDI starebbe lavorando su diversi aspetti tecnici, tra cui:

  • la riprojettazione degli strati tra le celle
  • l’ottimizzazione della struttura di impilamento delle batterie
  • lo sviluppo di nuovo firmware per la gestione energetica

Secondo le stime interne, la batteria da 12.000 mAh potrebbe garantire tra 20 e 25 ore di utilizzo dello schermo in uno smartphone connesso tramite 4G e Wi-Fi, con un focus particolare sulla stabilità operativa. Il modello da 18.000 mAh, invece, sarebbe pensato principalmente per massimizzare capacità e autonomia.

Possibili applicazioni nei futuri smartphone

Le indiscrezioni sui test delle batterie Si-C hanno riacceso le speculazioni sui futuri smartphone Samsung. Come riporta GSMArena, in passato alcune voci avevano suggerito che una batteria di questo tipo potesse arrivare sul Galaxy S26 Ultra, ma ciò non si è concretizzato. Se lo sviluppo dovesse proseguire con successo, la tecnologia potrebbe invece arrivare nelle generazioni successive, come un eventuale Galaxy S27 Ultra.

Le celle utilizzate nei test mostrano comunque dimensioni interessanti anche singolarmente. Ad esempio, una cella da 6.699 mAh con spessore di 4,2 mm potrebbe risultare particolarmente adatta per smartphone flagship, offrendo una capacità superiore alle batterie attuali senza aumentare troppo lo spessore del dispositivo.

Un’altra categoria che potrebbe beneficiare di questa tecnologia è quella degli smartphone pieghevoli, dove spazio interno limitato e necessità di batterie sottili rappresentano una delle sfide principali per i produttori.

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