Il primo drone al mondo in fibra di bambù prende il volo in Cina

Ricercatori cinesi hanno sviluppato un drone più leggero del 20% e molto più economico rispetto ai tradizionali modelli in fibra

Redazione
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Un drone con ali in fibra di bambù ha completato con successo il suo primo volo di prova in Cina, segnando un passo significativo verso l’uso di materiali più sostenibili e a basso costo nell’industria aeronautica. L’aeromobile, lungo 2,5 metri e dal peso di soli 7 kg, ha raggiunto velocità superiori ai 100 km/h, confermando la fattibilità di una soluzione alternativa alla tradizionale fibra di carbonio senza compromettere le prestazioni.

Un’alternativa leggera e più economica

Frutto della collaborazione tra l’International Centre for Bamboo and Rattan, il Ningbo Innovation Research Institute della Beihang University e il Long Bamboo Technology Group, il drone è un composito a base di bambù per oltre il 25% della struttura, incluso il rivestimento esterno della fusoliera, il che lo rende il primo UAV a ala fissa al mondo costruito su questa scala con il materiale.

Rispetto ai modelli in fibra di carbonio, la nuova soluzione garantisce un peso inferiore del 20% e un costo dei materiali ridotto di circa il 75%. Secondo i ricercatori, questa differenza permette una riduzione complessiva dei costi strutturali del drone superiore al 20%. Oltre al risparmio economico, il composito a base di bambù rappresenta un’alternativa ecologica: la produzione della fibra di carbonio, pur offrendo elevata resistenza, comporta un alto consumo energetico e difficoltà di smaltimento, mentre il bambù è biodegradabile e rinnovabile.

Test rigorosi e standard di sicurezza

Al South China Morning Post, Qin Daochun, direttore del centro di ricerca e responsabile del progetto, ha sottolineato come lo sviluppo del drone abbia richiesto oltre 100 esperimenti mirati a garantire che il composito rispettasse i rigorosi requisiti aeronautici. I test hanno valutato forza, resistenza, durezza, formabilità e capacità del materiale di adattarsi alle diverse condizioni ambientali.

I materiali a base di bambù devono superare sfide tecniche importanti, dai processi di stampaggio alla resistenza alle variazioni climatiche, pur mantenendo elevata robustezza e stabilità in volo”, ha spiegato Qin. I risultati hanno confermato che il composito offre un equilibrio tra alta resistenza, tenacità e formabilità, soddisfacendo gli standard di navigabilità e rendendo il drone pronto per applicazioni operative.

Verso un’economia a bassa quota più sostenibile

Il team cinese considera il drone un punto di partenza per applicazioni più ampie nell’economia a bassa quota, un settore in rapida espansione che include logistica, agricoltura e servizi ambientali. Lian Jianchang, presidente del Long Bamboo Technology Group, ha evidenziato le potenzialità del bambù per droni leggeri, verdi e biodegradabili, prevedendo applicazioni anche in veicoli a nuova energia e attrezzature marine.

Secondo Interesting Engineering, i droni in bambù potrebbero svolgere un ruolo chiave nella prevenzione degli incendi boschivi, nella protezione delle colture, nel monitoraggio ecologico, nelle rilevazioni geografiche e nelle consegne a bassa quota. Inoltre, il composito potrebbe essere impiegato in componenti strutturali di piccoli satelliti o gusci di veicoli spaziali leggeri, grazie a rigidità, resistenza e capacità di ridurre le vibrazioni.

Il successo di questo primo volo dimostra che è possibile coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità, aprendo la strada a droni più leggeri, economici e rispettosi dell’ambiente, capaci di integrarsi in un’ampia gamma di settori ad alto potenziale nel mercato cinese e internazionale.

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