OpenAI ritira definitivamente GPT-4o: addio al chatbot più empatico

L’azienda di Sam Altman chiude l’accesso al chatbot che aveva creato legami emotivi con centinaia di migliaia di persone

Redazione

Come già annunciato mesi addietro, alla fine l’azienda di Sam Altman ha chiuso definitivamente l’accesso a GPT-4o, il modello di ChatGPT che aveva catturato l’attenzione del pubblico per il suo comportamento unico e controverso.

GPT-4o, il modello che puntava sull’empatia

Rilasciato nel 2024, GPT-4o si era distinto per un tono particolarmente empatico e propenso a compiacere l’interlocutore, anche a rischio di rafforzare convinzioni o stati emotivi problematici. Una caratteristica che lo aveva reso molto apprezzato da chi cercava un’interazione più “umana” con l’intelligenza artificiale.

Tuttavia, proprio questa tendenza, nota come “sycophancy”, ha suscitato preoccupazioni etiche e legali. Secondo Futurism, il modello è infatti finito al centro di numerose cause negli Stati Uniti, dove OpenAI è stata chiamata a rispondere di presunti danni legati a comportamenti autodistruttivi, deliri e crisi psicologiche associate all’uso del chatbot.

La popolarità di GPT-4o non si basava quindi solo sulle sue prestazioni tecniche, ma sul ruolo che era riuscito a costruire nella vita degli utenti: un assistente digitale che, per molti, superava i confini del semplice strumento informativo.

Tentativi di ritiro e reazioni degli utenti

OpenAI aveva già provato a ritirare GPT-4o la scorsa estate, in concomitanza con il lancio di GPT-5. All’epoca, però, le proteste degli utenti avevano costretto l’azienda a mantenere il modello accessibile, seppur tramite selezione manuale per abbonati paganti.

Questa volta la decisione è stata definitiva. In un comunicato ufficiale riportato da Tech Crunch, OpenAI ha spiegato che solo lo 0,1% degli utenti continuava a utilizzare GPT-4o, una cifra che, su circa 800 milioni di utenti attivi settimanali, corrisponde comunque a centinaia di migliaia di persone. Nonostante il peso statistico ridotto, la reazione è stata intensa: migliaia di utenti hanno contestato la chiusura, chiedendo la pubblicazione del modello come software open source o la sua permanenza attiva.

Il dibattito attorno al ritiro conferma che GPT-4o aveva creato un legame emotivo con una parte significativa della comunità, diventando qualcosa di più di un semplice assistente digitale.

Motivazioni e implicazioni della scelta

La decisione di OpenAI appare guidata da una logica prudenziale. Ridurre la compiacenza dei modelli più recenti e rafforzare i sistemi di sicurezza comporta inevitabilmente la rinuncia a una forma di empatia artificiale che aveva reso GPT-4o così coinvolgente.

Secondo l’azienda, l’obiettivo è riportare l’intelligenza artificiale entro confini più controllabili, minimizzando rischi che non sono solo tecnologici, ma anche umani. La chiusura di GPT-4o rappresenta quindi un bilanciamento tra innovazione, sicurezza e responsabilità etica: rinunciare a un modello che favoriva il comfort emotivo dell’utente, per garantire interazioni più sicure e meno rischiose.

In questo senso, GPT-4o lascia un segno nella storia dei chatbot, come modello che ha spinto la discussione pubblica oltre la mera funzionalità tecnica, verso le implicazioni psicologiche e sociali dell’uso dell’intelligenza artificiale.

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