L’uso di stampanti 3D di fascia consumer e materiali a basso costo potrebbe cambiare profondamente l’accesso alle tecnologie di imaging avanzato. Un gruppo di ricercatori ha dimostrato che è possibile realizzare lenti ottiche ad alte prestazioni per la microscopia super-risolutiva con un costo inferiore a un dollaro per unità, aprendo la strada a strumenti scientifici personalizzabili e molto più accessibili rispetto alle soluzioni tradizionali in vetro.
Lenti super-risolutive a basso costo grazie alla stampa 3D
Pubblicata sulla rivista Biomedical Optics Express, la ricerca descrive un nuovo metodo di fabbricazione che combina stampa 3D, stampi in silicone e resine trasparenti a polimerizzazione UV.
Grazie a questa tecnica, i ricercatori sono riusciti a produrre componenti ottici multi-elemento in grado di supportare la microscopia a super-risoluzione, una tecnologia che consente di osservare dettagli più piccoli del limite di diffrazione della luce.
Le lenti realizzate sono state utilizzate in un microscopio a illuminazione strutturata multifocale (SIM), permettendo di visualizzare microtubuli del citoscheletro cellulare con una risoluzione di circa 150 nanometri.
“Abbiamo creato parti ottiche che consentono di osservare i più piccoli mattoni della vita con un livello di dettaglio straordinario”, ha spiegato Jay Christopher, primo autore dello studio e ricercatore presso l’Università di Strathclyde, nel Regno Unito.
Dal problema della diffusione ottica a una nuova tecnica di modellazione
Uno dei principali limiti della stampa 3D applicata all’ottica è la diffusione del laser, causata dalla struttura a strati e dalla natura pixelata del processo di fabbricazione. Questo effetto può generare diffrazioni indesiderate e compromettere la qualità dell’immagine. Per superare l’ostacolo, il team ha sviluppato un metodo additivo di rifinitura delle superfici. Dopo aver progettato le lenti con software CAD liberamente disponibili e stampato un’ottica grezza, i ricercatori hanno aggiunto ulteriore materiale sulle superfici per eliminare le micro-irregolarità.
“Il nostro obiettivo era capire fino a che punto le lenti stampate in 3D potessero spingersi nelle più moderne tecniche di imaging avanzato”, ha spiegato Ralf Bauer, responsabile del gruppo di ricerca. Il risultato è una superficie sufficientemente liscia e trasparente da competere con le lenti in vetro di grado commerciale, senza ricorrere alle lunghe fasi di lucidatura tradizionali.
Per il microscopio SIM è stata inoltre progettata una matrice di microlenti, un singolo componente ottico composto da numerose lenti di piccole dimensioni, in grado di generare molteplici punti di illuminazione e velocizzare l’acquisizione di immagini ad altissima risoluzione.
Prestazioni paragonabili al vetro e nuove applicazioni future
Una volta perfezionata la matrice di microlenti, i ricercatori hanno realizzato uno stampo in silicone riempito con una resina trasparente a polimerizzazione UV. Questo passaggio ha permesso di eliminare gli effetti di diffrazione, migliorando ulteriormente la qualità ottica del componente finale.
Le misurazioni di precisione hanno mostrato che le superfici delle lenti a basso costo si allineano molto bene sia con ottiche commerciali di fascia alta sia con quelle più economiche. Inserite in un prototipo di laboratorio di microscopio SIM multifocale, le lenti stampate in 3D hanno prodotto immagini biologiche super-risolutive quasi indistinguibili da quelle ottenute con matrici di lenti in vetro.
“Il nostro approccio potrebbe consentire a ricercatori e aziende di accedere a strumenti finora riservati a tecnologie specialistiche e costose”, ha sottolineato Christopher. “Utilizzando stampanti 3D e materiali a basso costo, chiunque potrebbe realizzare i propri componenti per risolvere problemi specifici e sviluppare nuove soluzioni di ricerca e prodotto”.
In prospettiva, il team intende esplorare la piena libertà progettuale offerta dalla stampa ottica 3D, con applicazioni che includono punti focali multipli in tre dimensioni, sistemi di imaging bio-ispirati e componenti ibridi capaci di combinare materiali trasparenti e opachi in un unico elemento funzionale.