Il MIT sviluppa una pillola “intelligente” che avvisa quando viene assunta

Una capsula innovativa segnala l’assunzione del farmaco, garantendo maggiore sicurezza e monitoraggio per pazienti fragili

Redazione

Un punto di svolta nella somministrazione dei farmaci potrebbe presto aiutare medici e pazienti a garantire che le terapie vengano assunte correttamente. In un recente studio pubblicato su Nature Communications, ingegneri del MIT hanno sviluppato una pillola in grado di comunicare quando è stata ingerita, grazie a un innovativo sistema a radiofrequenza biodegradabile.

Una pillola che invia segnali

Il sistema potrebbe rivelarsi fondamentale per pazienti che devono seguire terapie rigorose e prolungate, come chi ha subito un trapianto e deve assumere farmaci immunosoppressori, o chi è affetto da malattie croniche infettive come HIV o tubercolosi. Giovanni Traverso, professore associato al MIT e gastroenterologo al Brigham and Women’s Hospital, spiega: “L’obiettivo è assicurarsi che le persone ricevano la terapia necessaria per massimizzare la loro salute.”

Secondo quanto riportato da Eurekalert, il cuore della tecnologia è un’antenna realizzata in zinco e cellulosa, materiali già ampiamente utilizzati in medicina per il loro profilo di sicurezza. L’antenna è inserita in una capsula insieme al farmaco, con un rivestimento esterno di gelatina e cellulosa, integrato con molibdeno o tungsteno per bloccare eventuali segnali RF prima dell’ingestione. Dopo che la pillola viene ingerita, l’antenna invia un segnale esterno confermando l’assunzione del farmaco.

Quando la capsula raggiunge lo stomaco, il rivestimento si dissolve, liberando sia il farmaco sia l’antenna. Questa riceve un segnale da un dispositivo esterno e lo restituisce attraverso un chip RF di circa 400×400 micrometri, confermando così l’assunzione entro 10 minuti dall’ingestione. Tutti gli altri componenti si degradano entro pochi giorni, evitando accumuli a lungo termine. La maggior parte dei componenti della capsula si degrada nello stomaco, mentre un piccolo chip RF, non biodegradabile, attraversa il tratto digestivo ed esce naturalmente dal corpo.

Migliorare l’aderenza terapeutica

Il problema della mancata assunzione dei farmaci è una sfida enorme: ogni anno contribuisce a centinaia di migliaia di morti evitabili e a miliardi di dollari in costi sanitari. Per questo, il laboratorio di Traverso ha già sperimentato capsule in grado di rilasciare farmaci per giorni o settimane, ma non tutti i farmaci possono essere adattati a questo sistema. La nuova pillola comunicante rappresenta quindi una soluzione alternativa, consentendo ai medici di monitorare da vicino l’aderenza dei pazienti.

Nei test sugli animali, il segnale RF è stato trasmesso con successo dallo stomaco e ricevuto da un dispositivo esterno fino a circa 60 centimetri di distanza. In prospettiva umana, i ricercatori immaginano un dispositivo indossabile in grado di ricevere il segnale e trasmetterlo al team sanitario del paziente. Le categorie più beneficiate potrebbero includere chi ha subito trapianti, chi ha stent cardiaci e deve assumere farmaci specifici, pazienti con malattie infettive croniche e persone con disturbi neuropsichiatrici che possono compromettere la regolarità nell’assunzione dei farmaci.

Traverso conclude: “Vogliamo dare priorità a farmaci la cui mancata assunzione può avere effetti davvero dannosi per l’individuo.” Ulteriori studi preclinici sono già programmati, con l’obiettivo di testare presto il sistema anche sugli esseri umani.

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