Il settore agroalimentare rappresenta il 16,4% del PIL nazionale e, proprio per questo, è importante più che mai salvaguardarlo dal cambiamento climatico anche grazie all’innovazione. Questo trend non è solo italiano ma anche globale. A confermarlo è il primo report quantitativo globale sullo stato dell’Open Innovation nel settore agroalimentare, realizzato da Eatable Adventures e promosso dal Verona Agrifood Innovation Hub.
Il matrimonio tra Open Innovation e Agrifood
Stando ai dati emersi dallo studio (che ha coinvolto aziende di medie e grandi dimensioni nelle regioni in cui è presente una maggiore concentrazione di imprese che operano nell’agroalimentare quali Europa (49%), America Latina (19%) e Nord America (29%), il 90% intende investire nell’Open Innovation nei prossimi 3 anni. L’85%, invece, intende farlo già entro il prossimo anno.
L’investimento nel settore non comprende solo risorse interne (89%) ma anche esterne (78%) in grado quindi di portare innovazione nella propria azienda.
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Indubbio, resta il ruolo guida delle Università e dei Poli Tecnologici (93%) seguito dal co-sviluppo con partner esterni (71%), ma significativo è il crescente ruolo delle startup: tra scouting di nuove realtà innovative virtuose (50%), investimenti diretti in startup (25%) e loro incubazione (17%), si fa strada il crescente interesse per nuove forme di collaborazione tra aziende consolidate e realtà emergenti, all’insegna di un impatto significativo sull’intera catena del valore.
Ma quali sono le principali aree di innovazione? Al primo posto, per 9 aziende su 10, c’è ancora la necessità di concentrare gli sforzi per migliorare i prodotti ma non manca anche l’attenzione verso le nuove tecnologie (57%) e verso l’efficientamento dei processi (53%). Rilevante anche l’attenzione da parte del 46% delle imprese verso la creazione di modelli di business innovativi.
Nello specifico, nel settore agrifood, il report sullo stato dell’Open Innovation ha evidenziato che in futuro le aziende punteranno su: sostenibilità, tracciabilità e canali di vendita. Secondo i dati analizzati da Eatable Adventures, infatti, oltre il 75% mostra un forte interesse per lo sviluppo di nuovi prodotti a impatto positivo a tutto tondo, requisito oggi imprescindibile per il successo di qualsiasi impresa.
Il report ha concluso poi facendo un’analisi delle aziende pioniere dell’Open Innovation. Tra queste vi sono Amadori, il Gruppo Cereal Docks e il consorzio Italia del Gusto.