Climeworks, la startup svizzera impegnata a combattere il cambiamento climatico attraverso l’uso di tecnologie innovative, ha affermato che sta iniziando i lavori del suo secondo impianto di cattura diretta dell’aria (Direct Air Capture – DAC) su larga scala. L’impianto, che verrà costruito in Islanda e sarà pronto entro i prossimi due anni, avrà una capacità di aspirare 36.000 tonnellate di CO₂ all’anno dall’aria. Si tratta di un’efficacia di 10 volte maggiore rispetto all’impianto DAC esistente di Climeworks, attualmente il più grande del mondo e un salto di scala per una tecnologia che gli scienziati quest’anno hanno definito “inevitabile” se il mondo vuole raggiungere gli obiettivi di cambiamento climatico.
Mammoth, il nuovo impianto Climerworks
Il nuovo impianto denominato “Mammoth”, come spiega l’azienda nel comunicato ufficiale, conterrà circa 80 grandi blocchi di ventilatori e filtri che aspireranno l’aria ed estrarranno la CO₂. La società islandese di stoccaggio del carbonio Carbfix mescolerà poi la CO₂ con l’acqua e la inietterà sottoterra dove una reazione chimica la trasformerà in roccia. La centrale elettrica di Hellisheiði gestita da ON Power fornirà energia rinnovabile all’impianto Mammoth di Climeworks e ai siti di iniezione di CO₂ di Carbfix per eseguire l’intero processo di cattura e stoccaggio dell’aria diretta.
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Una volta che questo impianto sarà operativo, Climeworks intende costruire una struttura molto più grande che catturi mezzo milione di tonnellate di CO2 all’anno, e quindi replicare più impianti di quelle dimensioni, supportati da finanziamenti, alla fine del decennio.
Federico Morgantini Editore