Prevedere l’arresto cardiaco con gli smartwatch: il progetto TIME-CARE

Un’iniziativa europea guidata dall’Ospedale San Raffaele di Milano e dal Politecnico di Milano punta a intercettare eventi cardiaci grazie ai dati di smartwatch e AI

Redazione

Dal San Raffaele di Milano, in collaborazione con il Politecnico di Milano, arriva il progetto TIME-CARE, un’iniziativa pionieristica che prova a intercettare in anticipo gli arresti cardiaci grazie ai dati raccolti dagli smartwatch e all’intelligenza artificiale, cosicché in futuro gli oggetti tecnologici che indossiamo ogni giorno possano diventare veri strumenti di prevenzione cardiovascolare.

Gli smartwatch diventano sentinelle della salute

Negli ultimi anni milioni di persone hanno iniziato a indossare smartwatch, strumenti nati per contare passi o monitorare il sonno, ma che oggi registrano anche frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue e attività quotidiana. TIME-CARE parte proprio da questa enorme mole di dati già disponibili: l’obiettivo non è creare nuovi dispositivi, ma leggere meglio quelli che abbiamo.

Lo studio raccoglie informazioni da Apple Watch e altri dispositivi simili, sia in pazienti colpiti da infarto o arresto cardiaco, sia in volontari sani. Analizzando non il singolo battito ma la sua evoluzione nel tempo, i ricercatori cercano pattern nascosti che possano anticipare un evento cardiaco.

Il progetto, finanziato dall’Unione europea attraverso il PNRR, nasce all’Ospedale San Raffaele di Milano ed è costruito insieme al Politecnico di Milano e ad altri grandi centri clinici italiani. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il progetto ha già arruolato circa cento pazienti e punta a raggiungere almeno duecento partecipanti, con l’Australia che si sta unendo per una raccolta dati internazionale.

Algoritmi, intelligenza artificiale e rianimazione personalizzata

Gli smartwatch di ultima generazione integrano sensori ottici per la frequenza cardiaca, accelerometri e giroscopi per movimento e cadute, elettrodi per elettrocardiogrammi a una derivazione, e strumenti per monitorare sonno e variabilità del ritmo cardiaco. La forza di questi dispositivi risiede nella continuità della rilevazione: un monitoraggio costante della fisiologia quotidiana che permette di individuare deviazioni progressive dai pattern normali. Questi dati confluiscono in un lavoro di analisi che coinvolge ingegneri, clinici, data scientist.

Cuore tech del progetto è però lo sviluppo di un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di generare allerte personalizzate, calibrate sulla storia clinica e sullo stile di vita del paziente, riducendo al minimo falsi positivi e falsi negativi. Secondo il Corsera, la fase di raccolta dati dovrebbe concludersi entro il 2027, ma lo sviluppo dell’algoritmo richiederà più tempo.

TIME-CARE non si limita alla predizione: lavora anche sul riconoscimento automatico dell’arresto cardiaco quando avviene in solitudine, condizione che riguarda circa il trenta per cento dei casi. Utilizzando telecamere di sorveglianza e algoritmi di visione artificiale, il prototipo sviluppato è in grado di rilevare in tempo reale collassi improvvisi e immobilità, attivando automaticamente i soccorsi.

Inoltre, il progetto esplora come personalizzare la rianimazione. Le linee guida attuali indicano punti standard per compressioni e defibrillazione, ma cuori e toraci non sono uguali. Attraverso tomografie e modelli tridimensionali, TIME-CARE studia come adattare compressioni e posizionamento delle piastre in base all’anatomia del singolo paziente, ottimizzando l’efficacia dell’intervento.

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