Edilizia flat-pack, strutture ancora più resistenti grazie a tubi ispirati agli origami

Bambù e origami sono i due elementi alla base dell’ultima innovazione dell’RMIT University nel campo dell’edilizia flat-pack. Ecco di cosa si tratta

Redazione

La ricerca nell’edilizia sta compiendo passi da gigante grazie alle nuove tecnologie ispirate alla natura. E dopo le squame di pesce e le ossa, ora è il momento del bambù, soprattutto quello a forma di origami. Per quanto possa sembrare uno scherzo, è proprio da questi elementi che gli ingegneri della Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT University, Australia) hanno sviluppato un sistema tubolare autobloccante in grado di rendere gli edifici ancora più resistenti.

Bambù e origami: un nuovo approccio all’edilizia flat-pack

Una struttura flat-pack è un tipo di edificio “pop-up” facilmente assemblabile e trasportabile in luoghi talvolta difficili da raggiungere. Un esempio sono le strutture che vengono costruite in contesti di emergenza, dove il tempo è una risorsa tanto ridotta quanto preziosa. Tuttavia, fino ad oggi, l’edilizia flat-pack è sempre stata limitata a piccoli progetti, spesso caratterizzati da fragilità sotto carichi eccessivi.

La svolta arriva dai ricercatori della RMIT University, che hanno realizzato un prototipo di struttura basandosi sul bambù, pianta nota per la sua resistenza interna. Proprio questa peculiarità è stata replicata nei tubi flat-pack progettati dall’équipe guidata dal dottor Jeff Ting-Uei Lee e dal professor Mike Yi Min Xie. Grazie a questa implementazione, questi tubi possono cambiare forma e tornare all’originale struttura cilindrica senza compromettere la resistenza complessiva del manufatto.

Ma il cuore dell’innovazione risiede non tanto nel materiale, quanto nella modalità con cui sono stati sviluppati questi tubi. Ovvero attraverso un design ispirato agli origami. L’uso di linee curve nelle pieghe permette alla struttura di trasformarsi facilmente e di autobloccarsi all’evenienza, garantendo così un notevole risparmio di tempo durante l’assemblaggio.

Non solo l’edilizia: applicazioni future per biomedicina e aerospazio

Il sistema flat-pack sviluppato dalla RMIT University ha dimostrato di essere particolarmente leggero, con un peso di appena 1,3 kg per pannello, ma in grado di sostenere fino a 75 kg.

I risultati dimostrano come questa tecnologia possa essere impiegata anche su larga scala, dove è necessario coniugare resistenza e facilità di trasporto. Addirittura i ricercatori hanno sottolineato che il sistema è adattabile a diverse situazioni, e può essere applicato anche in costruzioni permanenti.

Parliamo di una tecnologia che non si limita solo all’uso nel campo dell’edilizia, ma può essere impiegata in molteplici settori, come il biomedicale e l’aerospaziale. Un esempio pratico di questa applicazione è l’utilizzo di tali strutture per la NASA, dove i tubi vengono inviati nello spazio appiattiti per poi essere aperti e trasformati in elementi di supporto per i pannelli solari.

Riferisce l’Università, il prossimo passo sarà quello di testare ulteriormente l’efficacia di questa tecnologia con diverse forme di tubi e materiali, esplorando nuovi algoritmi per migliorare l’adattabilità e la resistenza delle strutture.

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