A tre anni dal rilascio dell’AirTag, si conferma ancora una volta la potenziale uscita della seconda generazione del tracker di Apple al prossimo anno. Fortunatamente, c’è tutto il tempo per sapere mese dopo mese le novità in arrivo nel futuro AirTag 2, nella speranza che la sua uscita sia davvero nel 2025. Tra le ultime indiscrezioni, sembra che la nuova generazione sarà dotata di un nuovo chip di ultima generazione ancora più potente di quello in uso nel primo modello.
AirTag 2 esce nel 2025 e con tanto di nuovo chip
Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg, una nuova versione di AirTag “è prevista per la metà del prossimo anno“. E questo si sa ormai da molto tempo, ma nel suo ultimo articolo Gurman precisa che Apple sta inoltre eseguendo una serie di test di produzione con i suoi partner in Asia per rendere disponibile il futuro AirTag 2 (individuato con il nome in codice B589) già a partire dal 2025.
In questi test, sembra ci sia in ballo, secondo Gurman, “un chip con tracciamento della posizione migliorato“. Cosa potrebbe essere? Secondo 9to5google, forse l’AirTag 2 avrà lo stesso chip Ultra-Wideband di seconda generazione presente nell’iPhone 15, nell’Apple Watch Series 9 e nei modelli Ultra 2.
Un’implementazione non da poco, se si guarda alla performance del chip in uso nell’attuale AirTag. Dotato del chip U1, esso funziona solo su una distanza di pochi metri (circa 10 metri), mentre la seconda generazione del chip UWB di Apple funziona su lunghe distanze, fino a 60 metri. Non a caso, il nuovo chip ha permesso all’azienda di creare una nuova funzionalità per i dispositivi odierni che consente agli utenti di trovare i loro amici: Precision Finding.
Il nuovo firmware di Apple
Altra novità da Apple per gli AirTag è l’ultimo aggiornamento del firmware, con tanto di nuova specifica di settore, Detecting Unwanted Location Trackers, per i dispositivi di localizzazione Bluetooth.
Come precisa Phone Arena, essa consente di avvisare l’utente iOS o Android se tale dispositivo viene utilizzato a sua insaputa per tracciarlo. Se l’utente riceve un avviso sul proprio dispositivo, significa che risulta a sistema il tracciamento prolungato da parte di un tracker, indipendentemente dalla piattaforma a cui è accoppiato.
Inoltre la nuova funzione permetterà di identificarlo, localizzarlo e disabilitarlo.