Hull 096, la più grande nave elettrica al mondo, ha iniziato i test in porto sul fiume Derwent a Hobart, segnando una svolta storica per la cantieristica navale. L’imbarcazione, lunga 130 metri e interamente alimentata a batterie, passa dalla fase di costruzione a quella operativa, aprendo la strada a un futuro in cui i grandi traghetti potranno muoversi senza combustibili fossili.
Hull 096: il gigante elettrico che cambia la navigazione commerciale
Oltre 5.000 batterie ad alimentarla, e con una capacità complessiva di 40 MWh: sono queste alcune cifre di Hull 096, a tutti gli effetti il più grande traghetto in alluminio mai costruito, un record mondiale per un veicolo elettrico di queste dimensioni. Realizzata dal cantiere australiano Incat Tasmania per l’operatore sudamericano Buquebus, la nave sarà in grado di trasportare fino a 2.100 passeggeri e 225 veicoli, combinando efficienza energetica e capacità operativa senza precedenti.
Come riporta pvmagazine, il mese scorso, la nave ha visto per la prima volta i propri motori elettrici entrare in funzione, confermando che la propulsione elettrica è ormai una soluzione concreta anche per imbarcazioni di grandi dimensioni. Robert Clifford, presidente di Incat, ha definito la manovra “un primato mondiale su questa scala” e un passo decisivo verso la sostenibilità nei trasporti marittimi, sottolineando come Hull 096 rappresenti un modello per il futuro della navigazione commerciale elettrica.
Test in porto: sicurezza, manovrabilità e prestazioni reali
Hull 096 non è solo una nave: è un simbolo del futuro della navigazione elettrica su larga scala, un passo avanti per l’industria marittima globale e un esempio concreto di come la tecnologia e l’innovazione possano ridurre l’impatto ambientale dei trasporti.
A tal riguardo, i recenti test sul fiume Derwent sono attentamente programmati per valutare la propulsione, la manovrabilità e i sistemi di controllo della nave, verificandone le performance operative in condizioni reali. Proprio pueste prove permettono all’equipaggio di osservare l’integrazione di tutti i sistemi, dalla gestione dell’energia alla navigazione, prima della consegna definitiva al cliente sudamericano.
Secondo Clifford, le prove in porto costituiscono una fase fondamentale del programma di collaudo e commissioning: “Ci consentono di capire come tutti i sistemi interagiscono sull’acqua, assicurando sicurezza, affidabilità e massima efficienza”, ha spiegato, definendo questo traguardo un momento cruciale nell’evoluzione della cantieristica sostenibile.