Nexus, il supercomputer dalla potenza di calcolo inimmaginabile

Dal Georgia Tech arriva il supercomputer Nexus, un sistema rivoluzionario da oltre 400 biliardi di operazioni al secondo per la ricerca scientifica

Redazione

Negli Stati Uniti sta per nascere un nuovo colosso del calcolo ad alte prestazioni, destinato a rivoluzionare il modo in cui affrontiamo le grandi sfide scientifiche e tecnologiche del nostro tempo. Si chiama Nexus e promette di superare la capacità di elaborazione combinata di tutti gli esseri umani nel mondo. Questo supercomputer non solo rappresenta un salto straordinario in termini di potenza, ma porta con sé una filosofia innovativa di accessibilità, aprendo le porte della ricerca avanzata anche a istituzioni meno attrezzate.

Il progetto è guidato dal Georgia Institute of Technology, che ha ricevuto un finanziamento di 20 milioni di dollari dalla National Science Foundation (NSF).

Nexus: una potenza di calcolo senza precedenti al servizio della scienza

400 biliardi di operazioni al secondo. È questa la capacità impressionante di Nexus, un supercomputer progettato per superare qualsiasi sistema attualmente esistente. Per capire la sua portata, basta pensare che se ogni persona sulla Terra si mettesse a calcolare, Nexus sarebbe come un esercito di 8 miliardi di individui che eseguono 50 milioni di calcoli al secondo, senza sosta.

Dal punto di vista tecnico, Nexus è altrettanto straordinario. Sarà equipaggiato con 330 terabyte di memoria e 10 petabyte di storage flash, una quantità di dati che si può immaginare come una pila di fogli alta 500.000 chilometri, ossia quasi la distanza che separa la Terra dalla Luna per un terzo del viaggio di andata e ritorno.

Questa potenza non è un fine in sé, ma un mezzo per accelerare alcune delle aree più cruciali della ricerca scientifica contemporanea. Dalla scoperta di nuovi farmaci, che richiede analisi complesse e simulazioni molecolari, alla progettazione di soluzioni energetiche pulite indispensabili per combattere la crisi climatica, Nexus si propone come un alleato decisivo.

Inoltre, i modelli climatici potranno diventare più precisi e affidabili, consentendo di comprendere meglio i fenomeni atmosferici e le loro conseguenze globali. Non meno importante, la robotica avanzata potrà beneficiare di calcoli più rapidi e complessi per sviluppare macchine più intelligenti e autonome.

La costruzione del supercomputer inizierà già quest’anno, con l’obiettivo di renderlo operativo entro la primavera del 2026, portando il Georgia Tech nell’élite mondiale del supercalcolo accademico.

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