Dalle alghe arriva una nuova fonte di energia a emissioni negative

Dalle alghe arriva una nuova tipologia di celle solari a emissioni negative, in grado di produrre energia e al tempo stesso assorbire la CO2

Redazione

Non solo produce energia green, ma addirittura riduce le emissioni di anidride carbonica: ecco la nuova fonte di energia a base di alghe, scoperta dai ricercatori della Concordia University, grazie alla quale hanno potuto sviluppare delle celle “microfotosintetiche”, appunto tramite la fotosintesi.

Dalle alghe una fonte a emissioni negative

Racconta Newsweek, i ricercatori della Concordia University in Wisconsin hanno sviluppato delle celle di potenza microfotosintetiche che generano elettricità partendo dalle alghe. Essi hanno scoperto che questa tecnologia non solo produce energia pulita, ma ha anche come unico sottoprodotto l’acqua.

Ma così non sarebbe troppo dissimile da altre fonti rinnovabili, no? In realtà, la vera particolarità di questa fonte è il fatto che, proprio grazie alla fotosintesi, assorbe anidride carbonica dall’atmosfera mentre produce energia. Appunto, produce emissioni negative, a sottrazione.

Una vera svolta nel campo delle rinnovabili, visto che oltre a offrire una soluzione ecologica per la generazione di elettricità, contribuisce anche alla riduzione della CO2 nell’atmosfera. Con ulteriori sviluppi e miglioramenti, le celle composte con queste alghe potrebbero diventare una componente fondamentale nella lotta contro i cambiamenti climatici e nella promozione di un futuro più sostenibile.

Come funzionano le celle microfotosintetiche

Riporta sempre Newsweek, queste celle microfotosintetiche sono costituite da piccole camere con una membrana speciale nel mezzo. Le alghe vengono collocate in una camera e un altro prodotto chimico, il ferricianuro di potassio, è presente nell’altra camera.

Il funzionamento è abbastanza semplice. Quando le alghe eseguono la fotosintesi, rilasciano piccole particelle chiamate elettroni. Questi elettroni vengono catturati dalla membrana, creando così una corrente elettrica. Questo sistema può generare elettricità anche senza luce solare diretta, sebbene funzioni meglio con la luce solare.

Si tratta di un processo che non impiega né gas pericolosi né microfibre industriali, come quelle necessarie per la tecnologia di fabbricazione del silicio su cui si basano le celle fotovoltaiche. Nel caso dello smaltimento delle celle, vero problema se fatte di silicio, i ricercatori hanno utilizzato polimeri biocompatibili, quindi l’intero sistema è facilmente decomponibile e molto economico da produrre.

Va detto però che attualmente le celle in questione producono meno elettricità rispetto ai pannelli solari tradizionali, ma futuri miglioramenti potrebbero aumentarne l’efficienza.

Per saperne di più su questo studio, consigliamo la lettura del paper pubblicato su Energies.

Kirankumar Kuruvinashetti, Shanmuga Sundaram Pakkiriswami, Dhilippan M. Panneerselvam, Muthukumaran Packirisamy, Micro Photosynthetic Power Cell Array for Energy Harvesting: Bio-Inspired Modeling, Testing and Verification, Energies, (2024), DOI: 10.3390/en17071749.

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