Integra Robotics, robot modulari per le fabbriche e le missioni più pericolose

La startup indiana sviluppa bracci robotici riconfigurabili e software intelligenti per automatizzare operazioni industriali e missioni pericolose

Redazione
Primo piano di robot modulari Integra Robotics su linea di produzione industriale

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Integra Robotics, startup con sede a Bengaluru, in India, sviluppa robot modulari progettati per operare in ambienti industriali e nel settore della difesa, dove precisione e sicurezza sono fondamentali. L’azienda combina hardware riconfigurabile e software in grado di migliorare attraverso i dati raccolti durante le attività. L’obiettivo è consentire agli operatori di controllare le macchine a distanza e automatizzare progressivamente le operazioni, anche in condizioni difficili.

Modularità e software: come funzionano i robot di Integra Robotics

La piattaforma sviluppata da Integra Robotics si basa su un sistema hardware modulare, che il cofondatore e amministratore delegato Abhit Kumar paragona ai mattoncini Lego. L’idea è configurare i dispositivi in base alle esigenze dei clienti, evitando di riprogettare ogni volta l’intera soluzione.

Il catalogo comprende bracci robotici con capacità di carico da 3 a 20 chilogrammi, bracci destinati alle operazioni subacquee, basi mobili capaci di trasportare fino a 500 chilogrammi e robot wireless pensati per missioni pericolose.

Anche il software è articolato su tre livelli: teleoperazione, autonomia supervisionata e funzionamento completamente autonomo. Nel primo caso, la macchina riproduce i movimenti dell’operatore umano, una modalità utile per le attività critiche che richiedono ancora il suo intervento. Gli altri due livelli sono invece orientati all’automazione industriale.

L’azienda ha sviluppato tutte e tre le modalità software, ma continua a lavorare sui modelli di manipolazione autonoma, con l’obiettivo di permettere ai robot di svolgere compiti industriali pericolosi senza intervento umano.

L’apprendimento dai dati per migliorare le prestazioni

Un elemento centrale della tecnologia è la capacità di utilizzare i dati generati durante le operazioni per perfezionare il comportamento dei dispositivi. Le telecamere di profondità registrano i movimenti dei bracci robotici e l’ambiente circostante. I filmati vengono quindi suddivisi in sequenze associate a riferimenti temporali e accompagnati da informazioni come la forza applicata e la destrezza delle articolazioni.

Integra Robotics utilizza tecniche di machine learning e apprendimento per rinforzo per trasformare questi dati in simulazioni. I modelli così perfezionati vengono successivamente trasferiti nuovamente sull’hardware.

L’obiettivo è rendere le macchine progressivamente più versatili, favorendo il riutilizzo delle competenze acquisite anche in contesti industriali differenti. Kumar punta infatti a sviluppare sistemi capaci di essere impiegati in ecosistemi produttivi diversi senza dover ripetere ogni volta l’intero processo di addestramento.

La società ha inoltre ottenuto un brevetto indiano per il proprio sistema di teleoperazione, che permette di controllare a distanza un robot simile a un umanoide attraverso un visore per la realtà virtuale, il tracciamento dei movimenti corporei e guanti aptici.

Dalle fabbriche alla difesa, le applicazioni dei robot modulari

Le soluzioni di Integra Robotics sono pensate per attività che richiedono movimenti precisi e ripetitivi, spesso in condizioni rischiose. La combinazione di controllo remoto, piattaforme mobili e automazione può contribuire a ridurre l’esposizione diretta degli operatori, soprattutto nelle missioni in cui la presenza umana rappresenta un problema di sicurezza.

L’azienda ha già fornito bracci robotici subacquei a EyeROV e sistemi destinati alla movimentazione di ordigni e alla neutralizzazione di esplosivi ad Anuvyom Alliance. Si tratta di applicazioni concrete in cui la robotica può intervenire in operazioni complesse, limitando la necessità di avvicinare direttamente le persone a situazioni pericolose.

La modularità risponde anche a un’esigenza industriale: circa il 50-60% della distinta base dei prodotti commerciali e di quelli destinati alla difesa è stato standardizzato. I sistemi vengono preparati in anticipo e configurati definitivamente quando arriva un ordine.

Produzione, finanziamenti e obiettivi per il prossimo anno

I robot vengono prodotti a Bengaluru, dove Integra Robotics realizza internamente componenti in fibra di carbonio tramite stampa 3D. Circa il 65% dei componenti proviene da fornitori locali, mentre il resto arriva soprattutto dall’emisfero occidentale. Alcuni elementi sono acquistati in Cina, con l’approvazione del comparto della difesa.

La startup conta attualmente sei clienti paganti, prevalentemente aziende private e integratori di sistemi. Per raggiungere gli acquirenti governativi si affida soprattutto a società che già forniscono prodotti e servizi alle agenzie pubbliche.

Sul fronte finanziario, Integra Robotics ha raccolto 12 crore di rupie, equivalenti a 120 milioni di rupie indiane? No: 12 crore corrispondono a 120 milioni di rupie. Il round seed del 2024, guidato da Inflexion Point Ventures, ha contribuito a finanziare il team di robotica e lo sviluppo dei prototipi. Nel maggio 2026 è stato chiuso un round pre-Series A guidato da India Accelerator Fund, con GrowthCap Ventures come co-lead, destinato a sostenere nuove implementazioni e lo sviluppo del software intelligente.

Nei prossimi dodici mesi, l’azienda punta a installare quasi 50 bracci robotici per l’automazione industriale, proseguire il lavoro sulla robotica subacquea e consegnare i sistemi per la gestione degli ordigni previsti dai contratti esistenti. Un altro obiettivo è raccogliere circa 20.000 ore di dati operativi, relativi alla manipolazione e alle condizioni ambientali, per rendere i robot più intelligenti e adattabili.

Fonte: YourStory

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