Città adattive: la prossima fase delle smart city

Le città adattive sono l’evoluzione delle smart city e bilanciano le condizioni politiche, economiche, sociali, tecnologiche e ambientali

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
Il cambiamento climatico sta spingendo le città a rivalutare la resilienza

Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

Le città adattive possono bilanciare le condizioni politiche, economiche, sociali, tecnologiche e ambientali, secondo quanto riportato da RTInsights.

Si può fare di più

Le città sono incredibilmente dinamiche. Sebbene le smart city siano considerate a livello globale per migliorare la fornitura di servizi e la qualità della vita, alcuni esperti ritengono che sia necessario fare di più. Molte città stanno già affrontando problemi di traffico, gestione dei rifiuti, acqua, sostenibilità e altro ancora. E la situazione non potrà che peggiorare negli anni a venire. Attualmente il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane e si prevede che entro il 2050 essa raggiungerà addirittura il 68%. 

Città in evoluzione

Le città intelligenti sono da tempo considerate un modo per affrontare molte delle sfide che le municipalità devono combattere quotidianamente. Le smart city raccolgono grandi quantità di dati, che vengono raccolti e analizzati tramite dispositivi periferici. Ma secondo il World Economic Forum, «la città del futuro deve fare un passo fondamentale in più. Deve diventare una città adattiva, in grado di rispondere dinamicamente ai continui cambiamenti». Gli eventi degli ultimi anni dimostrano, infatti, quanto gli equilibri possano essere minacciati facilmente, tra pandemie, catastrofi naturali e conflitti geopolitici. Il Forum ha osservato che «il concetto di smart city funzionava bene in condizioni di stabilità, ma in un mondo di continue perturbazioni, un requisito fondamentale per la città è quello di essere in grado di rispondere al cambiamento e di farlo con un’agilità sia negli aspetti digitali che in quelli fisici del suo modello operativo». È qui che entrano in gioco le città adattative. Devono bilanciare tutte le condizioni politiche, economiche, sociali, tecnologiche, legali e ambientali, analizzandole continuamente.

Strumenti utili per le città adattive

Diversi sono gli strumenti che evidenziano la differenza tra una città intelligente e una adattiva. Le app che segnalano in tempo reale posti auto disponibili agli automobilisti in cerca di un parcheggio, fanno risparmiare tempo ai residenti, riducono la congestione del traffico e aiutano la città a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Le soluzioni di gestione dinamica dei marciapiedi fanno cose simili, ma in più aiutano i servizi di consegna a far arrivare le merci nelle mani dei commercianti, massimizzano l’uso di un bene immobile prezioso (il parcheggio sul marciapiede) e portano ulteriori entrate alla città.

Federico Morgantini Editore